Stati Uniti
  

Mazzo Carte Figure Semi
Inglese o Internazionale 48/52/62 Speculari Francesi

 

Dizionario

carte da gioco Playing cards tarocchi Tarots 
cuori Hearts   fiori Clubs (bastoni)
quadri Diamonds (rombi) picche Spades (vanghe)
coppe Cups bastoni Batons
denari Coins spade Swords
fante Jack donna Queen (regina)
re King asso Ace
cavallo Knight (cavaliere)

 

Le carte da gioco furono introdotte negli USA quasi sicuramente dai Padri Pellegrini. I primi coloni, apparentemente ortodossi e timorosi di Dio, probabilmente avevano nascosti nei loro bagagli quei mazzi di carte tanto esecrati dai loro pastori, che nei loro sermoni chiamavano le carte "la Bibbia del diavolo" o "il libro illustrato di Satana". 
Uno dei primi documenti americani che citano le carte da gioco è l'assemblea dello stato di Virginia che stabilì nel 1624 che "Mynisters shall not give themselves to excesse in drinking or yette spend their tyme idelie by day or night, playing at dice, cards or any unlawfull game" (I ministri [di Dio] non devono eccedere nel bere né passare il loro tempo, sia di giorno che di notte, giocando a carte, dadi o qualsiasi gioco non consentito). 
Chissà quali erano i giochi consentiti? Mosca cieca e nascondino? Probabilmente neppure quelli, vista l'aria che tirava ai tempi in quelle colonie. 
Un'altra citazione è la multa di 2 sterline inflitta a diversi cittadini di Plymouth, la roccaforte del puritanesimo, nel 1633 perché sorpresi a giocare a carte. 

Il mazzo più diffuso è quello importato dalla Gran Bretagna, cioè il mazzo Inglese o Internazionale IPCS sheet 48.

Di questo mazzo negli USA esistono due varianti nella composizione del mazzo. 

Una è quella per il gioco del 500 o Five hundred, che ha un totale di 62 carte, avendo i numerali 11 e 12 in tutti i semi, oltre al 13 nei semi rossi. Questo gioco, con il relativo mazzo, è diffuso anche in Australia. 
L'acquirente di questo mazzo N°. 500 Playing card - USPCC - 1928 è stato evidentemente attratto dall'insolito numero delle carte, ma avrebbe potuto comprare un normale mazzo da 52 carte, visto che le carte extra non presentano tracce d'uso, al contrario delle altre. 

Samuel Hart - 187x

Un'altra variante è il mazzo da 48 carte per il Pinochle Uncle Sam Pinochle - USPCC - 1944, composto da due mazzi identici di tipo internazionale cui mancano i numerali da 2 a 8. Questi mazzi erano molto in voga negli anni '40 del secolo scorso. 

Oltre al mazzo internazionale sono in commercio numerosi altri mazzi standard, a semi spagnoli, tedeschi, italiani e cinesi, nelle varie comunità di immigrati che continuano ad usare le loro carte tradizionali. 
Il mazzo Tirolese restò in vendita a New York fino agli inizi del 20° secolo quando in Austria era sparito da tempo. Anche il Cuccu sembra ancora vivo negli Stati Uniti mentre è praticamente scomparso in Italia. 

 

Dougherty - indici tipo Indicator

Per indicare la qualità erano usati i marchi stabiliti dalla società dei fabbricanti di carte di Londra. Partendo dal mazzo di migliore qualità sono: [Great] Mogul, Harry the Eighth o Harry 8th e King Henry VIII, [Valiant] Highlander e Merry Andrew
Oltre a questi negli Stati Uniti si utilizzarono anche Eagles o Columbian per mazzi di alta qualità e, dalla fine del 19° secolo, Steamboat per mazzi più a buon mercato. 
Questi marchi erano usati da quasi tutti i fabbricanti; non sono marchi di fabbrica e non servono a capire chi li ha stampati. 

 

Samuel Hart brevettò gli indici sulle carte da gioco nel 1864 e negli anni successivi altri produttori ne inventarono nuovi tipi, visto che la novità aveva trovato interesse tra gli acquirenti. 

Nel 1883 Andrew Dougherty creò un tipo, cui diede il nome di Indicators (a sinistra), riproducendo su ogni carta una miniatura della stessa e l'indice con il relativo valore. 

Hart su matrici J. Ford - 1840

Da un articolo del 1825 sulla fabbricazione delle carte da gioco Catherine Perry Hargrave - A history of playing cards pag. 299 scopriamo che i fabbricanti nord-americani usavano due matrici per le figure, di 20 carte cadauna. La prima con due serie complete di re e donne, il fante di fiori e quello di picche; l'altra matrice con 10 fanti di cuori e altrettanti di quadri. Questo perché i fogli ottenuti dalla prima venivano colorati con rosso, giallo, blu, grigio e nero mentre per le stampe della seconda matrice si usavano allora meno tinte. 
Le carte numerali avevano due set di carte dello stesso seme su ogni matrice. In fabbrica venivano perciò stampate una copia della matrice con solo i fanti ogni cinque copie delle altre matrici. 
Per colorare le carte venivano usati colori naturali: per il giallo bacche contenenti allume, nerofumo per il nero, indaco per il blu, vermiglione per il rosso e il grigio era blu molto diluito. 

I nativi americani sembra apprezzassero questo passatempo. Copiarono a mano mazzi di carte dai colonizzatori, sia a semi francesi che a semi spagnoli. 
Un approfondito articolo sull'argomento si trova sull'IPCS Journal vol. XXXIII n. 3 pag. 166 e segg. del gennaio-marzo 2005.