Giappone
   

Mazzo

Carte

Unsun Karuta * 75
Sunkun Karuta * 97

Mekuri Fuda

 
Akahachi *   50
Fukutoku *   50
Komatsu   49
Kurofuda o Nenuke o Tsugaru Hana *   50
Kurouma *   49
Mitsuoh-gi o Mitsu ôgi *   50

Kabu Fuda

 
Daini o Daizu o Mame *   42
Irinokichi *   50
Kabu Fuda   41/42
Kinseizan *   50
Komaru o Shozu Fuda *   42
Kudosan *   50
Mefuda *   42
Hana Fuda o Hachi Hachi 48/49
Uta Karuta - Hyakunin-isshu 200
Iroha Karuta 96
Dôsai Karuta 136
Hen-Tsukuri Karuta 125
Carte per il Tehonbiki  


* I nomi dei mazzi non più in uso sono in corsivo e contrassegnati da un asterisco. 

Dizionario

carte da gioco Fuda (foglia o foglio di un libro) o ふだ
o Karuta (portoghese carta) かるた (in hiragana) o カルタ(in katakana) o 歌留多
cuori Koppu こっぷ  (1) fiori Hou/Hau はう, Pau ぱう (1) o Hana ( fiori)
quadri Oru おうる (1) o Ofuru picche Isu いす (1) 
coppe Koppu (portoghese Copas) bastoni Hou/Hau , Pau (portoghese Paus) o Hana (fiori (2))
denari Oru o Ofuru (portoghese Ouros) spade Isu
fante Sôta そうた (come in portoghese)
re Kiri o Koshi こし (principe) (3) cavallo Uma うま, Muma o Kaba かば (portoghese Cavalo)
   
 (1)  prendono il nome dai semi latini dei mazzi tradizionali giapponesi  (2)  perché dai bastoni di alcuni mazzi (vedi Unsun karuta) fuoriescono fiori
 (3)  un tempo era Rei れい (come in portoghese)

Il Giappone, geograficamente così vicino alla Cina dove sono nate le carte da gioco, non conobbe questo passatempo che nel 16° secolo e il gioco non vi fu importato dai vicini cinesi, ma dalla lontana Europa. Chi fece conoscere questo passatempo ai giapponesi furono i marinai portoghesi che raggiunsero il Giappone poco dopo il 1540. Probabilmente fu la nave di san Francesco Saverio a portare le carte europee in Giappone nel 1549 Wikipedia - voce Hanafuda.
Le carte europee furono copiate dai giapponesi e diventarono subito molto popolari. 

Il loro uso fu vietato per la prima volta nel 1597, un destino quello delle proibizioni che fatalmente sembra accompagnare l'introduzione delle carte in tutte le nazioni, come già accennato nei cenni storici riguardanti l'Europa. 
Tutti i forestieri furono espulsi dal Giappone nel 1638 e nel 1648 furono proibiti tutti gli oggetti stranieri (namban) e le loro copie, incluse le carte da gioco. 
Il divieto di fabbricarle non fece però sparire le carte. Infatti queste riapparvero poco dopo, come successe puntualmente dopo le ulteriori e numerose proibizioni che in Giappone colpirono il gioco, soprattutto a metà del 17° secolo e alla fine del 18°. Evidentemente questi editti facevano sì che non si giocasse in pubblico, ma le carte continuavano a venire regolarmente usate al di fuori degli sguardi indiscreti, per riapparire non appena la proibizione perdeva i suoi effetti. 
Nell'impero nipponico le leggi colpivano un tipo di mazzo e non il gioco delle carte, per cui, passati pochi anni in cui si giocava di nascosto, bastava ristamparlo con un diverso disegno o aggiungendo qualche figura perché il nuovo mazzo fosse del tutto legale. 

Le prime carte portoghesi furono copiate in Giappone in modo molto fedele e sono note come carte Tenshō 天正かるた  in quanto nacquero nel periodo in cui dominava questa dinastia (1573-1591) Sylvia Mann & Virginia Wayland - The dragons of Portugal pag. 44. Questo tipo di carte è sparito a seguito della proibizione del 1648 Roger Tilley - A history of playing cards pag. 186 o di quella del 1702 secondo altri testi. Si conosce il disegno del mazzo in quanto presso il museo della città di Kobe ne sono conservate le matrici lignee, riutilizzate per costruire una scatola. 

Nel 2003 un mazzo Tenshō è stato riproposto al pubblico, con disegni di Patricia Kirk sito WOPC, in edizione limitata per i collezionisti IPCS Journal 32-2 pag. 57, basandosi su un mazzo del 18° secolo. 

Subito dopo la messa al bando dei mazzi Tenshō per poter aggirare la legge, nacquero mazzi a cinque e sei semi, rispettivamente l'Unsun Karuta, da 75 carte, e il Sunkun Karuta, da 97 carte. 
Entrambi i mazzi scomparvero con le proibizioni dell'ultimo decennio del 18° secolo volte a estirpare il gioco d'azzardo. 

Il mazzo Unsun Karuta うんすんかるた (carte con un e sun) nacque all'inizio del 18° secolo quando i nobili, per reintrodurre a corte il gioco delle carte da poco proibito, fecero disegnare nuovi mazzi artisticamente decorati. Inizialmente dipinti a mano cominciarono a essere stampati solo poco prima della loro proibizione, alla fine del 18° secolo. 
Nonostante il divieto sembra però che queste carte siano state usate clandestinamente per tutto il 19° secolo. 
L'omonimo gioco probabilmente è tuttora vivo: negli anni '60 esisteva ancora un club di giocatori di Unsun
Il mazzo ha 75 carte divise in cinque semi, quelli portoghesi più kuru/guru
ぐる o tomoe/mitsudomoe 三つ巴 (tamburo) le cui tre "virgole" interne rappresentano il cielo, la terra e l'uomo. 
Ogni seme ha i numerali da 1 a 9 più sei figure, cioè sôta
そうた (fante), uma o kaba (cavallo) e kiri きり(re), oltre a un うん e sun  すん, due figure che hanno dato il nome al mazzo e rohai ろばい con raffigurato un dragone, detto anche mushi (verme). 

Oishi Tengudo - Kyoto - 1981 - tiratura 250 esemplari

Oishi Tengudo - Kyoto - 1981 - tiratura 250 esemplari

Fante, cavallo e re sono ripresi dagli scomparsi mazzi portoghesi 
come il rohai, l'originario asso con dragone.  

Gli un (dio della fortuna) e i sun sono personaggi di antichi racconti giapponesi.

I sun sono la carta con maggior valore, i re sono sempre seduti su un trono e il rohai in questo mazzo non è un asso, in quanto esiste il numerale 1, ma una figura. Gli un portano l'immagine del dio della buona fortuna o di Daruma, un buddista zen.
Anni fa è stato ristampato un mazzo di questo disegno, accompagnato da un libretto scritto da Harold e Virginia Wayland. 
Da queste carte, scartando il nuovo seme tomoe e le figure aggiunte, si poteva facilmente ricavare il mazzo Tenshō, da cui chiaramente queste carte derivano. Gli appassionati potevano così continuare a giocare in barba alla proibizione. 
Un'altra ipotesi sulla nascita del mazzo è che sia comparso verso il 1680, prima cioè della proibizione che tolse dal mercato il suo predecessore, per permettere di giocare a più persone contemporaneamente, dato il più alto numero di carte. 

 
Sunkun Karuta
すんくんかるた è un mazzo nato subito dopo la proibizione del 1702. Il mazzo ha 97 carte divise in sei semi, quelli del contemporaneo mazzo Unsun più il seme di frecce (ya) ed ha anche una figura in più, detta kun くん, molto simile al sun すん. In più alle carte di ogni seme è stato aggiunto un dragone, molto più simile ai dragoni dei mazzi portoghesi  che ai più stilizzati rohai dei mazzi giapponesi. Questo mazzo non sembra aver avuto una larga popolarità tra i giocatori, probabilmente a causa dell'alto numero di carte. Pare ne sia cessata la produzione prima della fine del 18° secolo. 

 

Terminata l'esposizione degli antichi mazzi giapponesi, passiamo a parlare di quelli più recenti, purtroppo anche loro in via di estinzione.

Le carte tradizionali giapponesi sono su cartoncino molto rigido, nei secoli passati furono fabbricate anche in legno, e hanno un formato di circa 55 x 35 millimetri, molto più piccolo rispetto alle nostre. Fino a una ventina d'anni fa avevano il retro rivoltinato, come le carte italiane del passato. Oggi le poche ancora stampate sono in plastica, con le stesse dimensioni e rigidità e la rivoltinatura è simulata dalla stampa. 

Le carte attuali derivano come detto da antichi mazzi portoghesi, passando dagli scomparsi mazzi nipponici appena descritti. Alcune carte, dette Mekuri Fuda, presentano i quattro semi latini, mentre altre, dette Kabu Fuda, hanno un solo seme (denari o bastoni) ripetuto quattro volte. I fabbricanti, nei loro cataloghi, chiamano quasi sempre tutti questi mazzi Kabu Fuda, senza distinzione tra i due tipi. 

Le Mekuri Fuda hanno 48 carte e la stessa composizione dei vecchi mazzi portoghesi, mentre le Kabu Fuda hanno i nove numerali e una sola figura nel mazzo da 40 carte, il più diffuso, e tutte le tre figure nel mazzo da 48. 
In alcuni di questi mazzi sono presenti anche carte con la figura di un demonio, dette Shingo o Oni Fuda (carta diavolo o orco), 
anche se il nome specifico della figura è Kin Fuda
金札 (carta d'oro), come è scritto negli ideogrammi che a volte vi sono stampati (a sinistra). 

Alcuni mazzi hanno anche carte bianche (a destra), o più raramente con il nome del fabbricante, dette Yurei, carte che vengono utilizzate in determinati giochi.

 

Probabilmente i mazzi Mekuri Fuda o Mekuri Karuta めくりかるた (letteralmente carte che si girano) hanno origine dalla proibizione del 1702 che colpì i mazzi Tenshō
Le matrici di questi mazzi vietati vennero riutilizzate e alcuni disegni sovrastampati, in maniera a volte molto pesante, in modo da rendere il mazzo diverso e poter continuare a giocare. 
Un'ulteriore semplificazione dei disegni sopravvenne in seguito, per rendere la produzione dei mazzi più a buon mercato. 

Gli Hou (bastoni) sono tinti in nero, invece le Isu (spade) hanno contorni sottili e sono di colore rosso. 
Questi due semi nei numerali sono sempre incrociati, come negli antichi mazzi portoghesi

In alcuni disegni, quando le pesanti sovrastampe lo consentono, si distinguono le else delle spade e il particolare disegno della parte terminale dei bastoni, tipica di alcuni mazzi a semi spagnoli come si può vedere dalla carta riprodotta a destra. 

Il gioco che si fa con questo tipo di carte è abbastanza semplice. Ogni giocatore ha scoperte davanti a sé le carte di cui dispone; il tallone (le carte non distribuite) è posto sul tavolo, coperto. Quando è il suo turno abbina se possibile le sue carte con quelle degli avversari, ad esempio se ha un 3 e un avversario ha la stessa carta tra le sue, raccoglie le due carte e le mette tra le sue prese. Quando ha terminato tutti gli abbinamenti possibili, prende una carta dal tallone e il turno passa ad un altro giocatore. 

Le Mekuri Karuta hanno due tipi diversi di coppe: in alcuni mazzi sono piatte e in altri tonde. 

Mekuri fuda - Akahachi - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J)
Akahachi

Mekuri Karuta con coppe piatte

Akahachi   赤八 (otto rosso)  da 48 carte + Shingo + Yurei. Carta caratteristica è il due di spade con figura di Budda detto Shaka-ju o Budda dieci, forse perché le due spade incrociate sotto il Budda ricordano l'ideogramma giapponese che indica il numero dieci. L'ideogramma in soprastampa sul 6 di bastoni significa "longevità". 
Sylvia Mann ipotizza che la figura seduta fosse il marchio di fabbrica di un antico artigiano, poi mantenuto dagli altri fabbricanti nel disegno del mazzo. 
Il sei di denari è detto Mame Koku o sei fagioli

Komatsu (piccolo albero di pino) da 48 carte + Hanniya, un diavolo femmina. Secondo John McLeod è l'unico mazzo ancora usato per giocare, a Yafune nella prefettura di Fukui. 

 
Mekuri fuda - Fukutoku - Nintendo Playing card Co. Ltd.
Fukutoku

Mekuri Karuta con coppe tonde, un disegno ripreso da mazzi a semi portoghesi e italiani arcaici del 16° secolo Trevor Denning - Spanish playing cards pag. 26-27 e Sylvia Mann - All cards on the table n. 65 : 

Fukutoku (1)   (fortuna e virtù) da 48 carte + Shingo + Yurei 

 

Kurofuda (1)  黑札(carte nere) o Nenuke o Tsugaru Hana da 48 carte + Shingo + Yurei

 

Kurouma (1)  (cavallo nero) da 48 carte + Shingo con numerali simili al Mitsuoh-gi  ma sovrastampe differenti 

 

Mitsuôgi o Mitsuoh-gi (1) (tre ventagli) da 48 carte + Shingo + Yurei con numerali simili al Kurouma ma sovrastampe differenti 

Mekuri fuda - Kurofuda - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J)
Kurofuda
   
Mekuri fuda - Kurouma - Nintendo Playing card Co. Ltd.
Kurouma
Mekuri fuda - Mitsuoh-gi - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J)
Mistuoh-gi

(1) I mazzi Fukutoku, Kurouma e Mitsuôgi hanno disegnato sul 2 di spade una figura che appare sul due di bastoni nel mazzo portoghese arcaico, mentre il mazzo Kurofuda ha un volto o un uccello. 
 

Le Kabu Fuda o Kabu Karuta 株かるた (carte per il Kabu) si dividono in mazzi in cui tutte le carte sono del seme di denari e altri in cui sono di quello di bastoni.
Il kabu è un gioco d'azzardo in cui i semi non hanno nessuna importanza: consiste nel raccogliere carte in modo che il loro totale si avvicini il più possibile a 9, 19 o 29. Nel gergo dei giocatori la carta con valore 9 è appunto chiamata kabu.

È simile all'indiano Naqsh o agli occidentali Vingt-et-un, Baccarat e Black Jack
La disaffezione dei giapponesi per questo passatempo ha fatto sì che la produzione di carte di questo tipo stia sparendo. 

Queste carte sono nate probabilmente nella prima metà del 18° secolo, poco dopo le Mekuri Fuda

I mazzi possono essere da 40 o 48 carte, questi ultimi con tre figure. I mazzi da 40 carte hanno invece una sola figura che Silvia Mann e Andrea Pollett affermano essere un fante. 
In alcuni mazzi però, come nelle riproduzioni a sinistra, le strisce in rosso ricordano le zampe di un cavallo. Dato il tipo di gioco per cui si usano queste carte, non ha nessuna importanza quale sia la figura. 

La mezzaluna visibile in alcuni mazzi (a destra) è un ricordo, molto stilizzato, del dragone che appare nei vecchi mazzi portoghesi. 

Kabu Fuda con semi di denari:  

Kabu Fuda - Daini - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J) Kabu fuda - Komaru - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J) Kabu fuda - Kudosan - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J)

Daini    大二 (grande due), Daizu (grandi fagioli) o Mame (fagioli) da 40 carte + Shingo + Yurei. Usate anche in Corea. 

Nella riproduzione sono visibili: asso sovrastampato, asso con mezzaluna, i numerali dal 2 e 9 con il 3 e 4 anche sovrastampati, l'unica figura e lo Shingo

Komaru 小丸 (piccolo cerchio) o Shozu fuda (carte con piccoli piselli) da 40 carte + Shingo + Yurei
Le carte sono raffigurate nello stesso ordine del mazzo precedente. Da notare l'asso a mezzaluna con ai due angoli diagonalmente opposti un pallino e una linea diagonale che chiude l'angolo e il 4 soprastampato con quattro pallini in alto.   

Kudosan (nove montagne o nove volte tre) da 48 carte + Shingo + Yurei. Il mazzo è composto di quattro serie di carte, di cui una sovrastampata. 
Carta caratteristica il due che ha come seme un fiore con 11 petali. 
Nell'asso si scorge la testa del dragone originario.
  

Kabu fuda - Mefuda - Nintendo Playing card Co. Ltd.

Mefuda 目札 (carte occhio) da 40 carte + Shingo + Yurei (non presente nella riproduzione). 
Sono raffigurati nell'ordine: l'asso sovrastampato e no, numerali dal 2 al 9, con il 3 e il 4 sovrastampati, la figura e lo Shingo.

Su alcune carte di questo mazzo sono presenti quattro ideogrammi che significano "non per soldi", scritta tesa a scoraggiare il gioco d'azzardo, che in Giappone è ufficialmente malvisto ma molto praticato. 

Questa scritta si trova anche su altri mazzi giapponesi. Ringrazio Andrea Pollett per avermene fornito la traduzione. 

 

Kabu Fuda con semi di bastoni (i numerali, salvo asso e tre, hanno gli indici): 

Kabu fuda - Kabu fuda - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J) Kabu Fuda (carte per il Kabu) da 40 carte + Yurei (non presente nella riproduzione).  
Sono raffigurati nell'ordine: l'asso sovrastampato e no, i numerali dal 2 al 4, il 4 sovrastampato e i numerali dal 5 al 9. 
La figura, molto chiara nel disegno, ha la feluca in testa e in mano una corta spada. Sopra l'arma quella che sembra una bandiera con croce, è l'ideogramma stilizzato del numero 10. 

Alcuni mazzi di questo tipo, visti su alcune pubblicazioni, hanno anche lo Shingo

Sembra sia l'unico mazzo ancora in uso, mentre gli altri tipi non sono più stampati. 

Kabu fuda - Kabu fuda - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J)
     
 Kabu fuda - Irinokichi - Nintendo Playing card Co. Ltd.

Irinokichi 入ノ 吉 o 入の 吉 (1) (fortuna che arriva) da 48 carte + Shingo + Yurei
Le carte sono nello stesso ordine del mazzo precedente, ma questo 
mazzo ha tre figure. 
La figura più alta ha disegnato un uomo riprodotto specularmente a mezzobusto. 

 Kabu Fuda - Kinseizan - Nintendo Playing card Co. Ltd. (J)

Kinseizan  (1) da 48 carte + Shingo + Yurei
Le due diverse sovrastampe del re potrebbe essere 
dovute a uno sfasamento in fase di stampa. 

(1)   Questi due mazzi hanno gli stessi disegni; variano solo alcune sovrastampe. 

 

Hana Fuda 花札 (carte con i fiori), Hachi Hachi o oppure Hachi Hachi Bana  o  (carte da otto-otto, un diffuso gioco d'azzardo giapponese) da 48 o 49 carte, diviso in dodici semi associati ai mesi del calendario giapponese.

Hana fuda - Oishi Tengudo Honten Co. (J) - 197x

È il mazzo nipponico tradizionale oggi più venduto, utilizzato per giocare sia dai bambini che dagli adulti, questi ultimi per giochi d'azzardo Sylvia Mann - All cards on the table pag. 193

Sulla confezione il nome del mazzo è seguito dagli ideogrammi Kuro (nero) o Aka (rosso) per indicare il colore del retro, a volte con l'ideogramma Ura (retro) a completare la scritta. 

Questo mazzo fu ideato alla fine del 18° secolo dopo l'ennesima proibizione, nel 1790, di un mazzo a semi portoghesi. 

Le figure che conosciamo si sono evolute e standardizzate nell'epoca Meiji (1868-1912) e il disegno attuale delle figure si deve a Fusajiro Yamauchi che nel 1889 fondò la Nintendo Koppai per produrre, a mano e su legno di gelso, le carte Hana fuda. 

La Yakuza, la mafia giapponese, cominciò ad usare queste carte nelle sue sale da gioco, facendole diventare in poco tempo molto popolari. 

Hana fuda - Oishi Tengudo Honten Co. (J) - 197x

Le versioni di questo gioco dei vari fabbricanti sono molto simili tra di loro differendo solo per minimi particolari. 

altre immagini si possono trovare su un libro Morley - Old and curious playing cards - plate 21÷24 e nel sito DXPO sito DXPO Hanafuda

Il mazzo Hana fuda è molto popolare sia in Giappone che in Corea, dove ha soppiantato il mazzo tradizionale, lo Htou-tiyen

Hana fuda - Oishi Tengudo Honten Co. (J) - 197x Hana Fuda - Nihon Karuta Seizo Hana Fuda - Angel Hana Fuda - Marufuku Tengu - Nintendo Hana Fuda - Universal Playing Card Co. Hana Fuda Shiraume - Nintendo

 

I semi raffigurano piante, fiori e erbe e sono nell'ordine: 

gennaio - Matsu - pino
Matsu Ni Tsuru - gru, simbolo di fedeltà
febbraio - Ume - fiori di pruno
Ume Ni Uguisu - usignolo
marzo - Sakura - fiori di ciliegio
Sakura Ni Maku - tenda con fiori di ciliegio
   
aprile - Fuji - glicine o Kuromame - fagioli neri 
Fuji Ni Kakko - cuculo
maggio - Shôbu o Ayame 菖蒲 - iris, giaggiolo o Kusa - erba
Shôbu Ni Yatsuhashi - ponte
giugno - Botan 牡丹 - peonia
Botan Ni Chou - farfalle
   
luglio - Hagi - tipo di trifoglio a cespuglio o Akamame - fagioli rossi
Hagi Ni Inoshishi - cinghiale
agosto - Susuki - eularia (erba di brughiera) o Tsuki - luna 
o Bozu - testa calva   -   Susuki Ni Tsuki - oche e luna piena
settembre - Kiku - crisantemo
Kiku Ni Sakazuki - coppa per il sake
   
ottobre - Momiji 紅葉 - acero
Momiji Ni Shika - cervo
novembre - Yanagi - salice 
Yanagi Ni Ono No Toufuu - uccello e Ono no Toufuu (rana e uomo con ombrello)
dicembre - Kiri - paulonia
Kiri Ni Hooh - fenice, simboleggia la rinascita dell'anno

Il mese di novembre è conosciuto pure come Ame (pioggia) Stewart Culin - Chess and playing-cards - Smithsonian institute 1898 per la figura dell'uomo con ombrello. Questa carta, fino agli inizi del 20° secolo, aveva il disegno di un diavolo che manda pioggia e fulmini Sylvia Mann - All cards on the table n. 248 - 191x The devil's picture book pag. 136 plate 24, ma successivamente è stata ridisegnata. 

Ogni seme ha quattro carte e in tutti i semi, salvo in quelli rappresentanti agosto e dicembre, c'è una carta, detta Tanjaku o Tanzaku (rotolo di carta appeso), che porta un cartiglio, a volte con i versi di una poesia. Sono le carte che nel gioco hanno un valore intermedio. Le carte con solo un vegetale, senza figure né Tanjaku, sono dette Kasu (spazzatura) e sono quelle con valore minore. Le carte con una figura umana, un animale o un oggetto sono quelle che nel gioco hanno un valore più alto. 
Per il gioco si usano due mazzi con diverso retro, di solito uno nero e l'altro rosso o marrone. 

Di questo mazzo esistono più di una decina di varianti Sylvia Mann - All cards on the table n. 248 - 191x usate nelle diverse regioni del Giappone. Su una pubblicazione dell'IPCS IPCS Journal X-2 c'è un articolo che tratta delle confezioni delle carte giapponesi, con i nomi delle varianti e i relativi ideogrammi. 

Dal 2000 Matsui Tengudô ne stampa una nuova versione che permette di giocare in quattro, aggiungendo bambù e fiori di loto ai semi tradizionali. Questo mazzo, detto Ryuu-Ko (Drago-tigre) o Nana nana bana (carte floreali da sette-sette) è illustrato nel sito internet di Andrea Pollett. 

Ne viene venduta anche una versione, detta Hana Fuda Toranpu, in cui le carte da Hana Fuda sono riprodotte su un mazzo da 52 carte, completo di jokers, con l'aggiunta dei semi francesi. Sui re ci sono quattro figure che non hanno alcuna attinenza con il mazzo tradizionale  N°. 4007 - Nintendo Playing Card Co. Ltd..
Anche i manga, i fumetti giapponesi, sono entrati di prepotenza nei disegni di questo mazzo. Nel sito di Andrea Pollett è possibile vedere numerose illustrazioni in cui ai disegni tradizionali si sovrappongono i personaggi dei fumetti giapponesi. 

Oggi tutti questi mazzi stanno scomparendo soppiantati dal mazzo Inglese o Internazionale

Esistono in Giappone anche carte per giochi di abbinamento, uno svago diffuso da secoli in questa nazione. 

Questi giochi hanno il loro antenato nel Kai-awase (貝合わせ o 買い合わせ o かいあわせ ovvero abbinamento di conchiglie) diffuso dall'inizio del 12° secolo. 
Si gioca con entrambe le valve di conchiglie bivalvi, quelle composte da due elementi come sono le cozze o le vongole. 

Visto che solo le due parti della stessa conchiglia si possono congiungere perfettamente, il gioco consiste nel trovare le coppie in un mucchio di valve mescolate; chi ne scopre di più ha vinto. 

A sinistra è riprodotta una coppia di valve dipinte, conservata nel Museo d'Arte Orientale di Ca' Pesaro a Venezia. I set per il gioco si vendono ancora oggi in Giappone. 

Più tardi, verso il 15° secolo, le valve cominciarono ad essere decorate con disegni; gli esemplari più rari sono quelli con figure umane. Un set da 180 conchiglie dipinte (360 valve) veniva tramandato di generazione in generazione e faceva solitamente parte della dote delle fanciulle ricche. 

Quando i giapponesi conobbero le carte da gioco qualcuno ebbe l'idea di portare questo gioco su carta ed ebbero così origine i mazzi di carte da abbinamento, di cui usati oggi sono: 

  • Uta Karuta  歌がるた o (carte delle poesie) è un termine generico per tutte le carte con poemi. 

    Il mazzo più usato per il gioco è detto Hyakunin-isshu 百人 o ひゃくにん一いっしゅ (cento persone, una poesia), dal nome della raccolta di poesie compilata da Fujiwara no Teika nel periodo Heian. 
    Questo mazzo nasce agli inizi del periodo Edo (1600÷1868) e si gioca nelle feste tradizionali, specie durante quelle per il capodanno. 

    È composto da duecento carte: cento con disegnato un poeta e una sua poesia e cento carte con il finale della stessa. Scopo del gioco è abbinare le due carte relative alla stessa poesia. 

    Le 100 carte con i due versi finali dei poemi (tori fuda 取り札 o とりふだ (carte da afferrare) o kami no ku) sono equamente distribuite a due squadre di giocatori. 
    Il conduttore del gioco, che ha davanti a sé le 100 carte con la figura dell'autore e i poemi completi (yomi fuda
    読み札 o よみふだ (carte da leggere) o shimo no ku), sceglie una carta e inizia a recitarne i versi che vi sono scritti. 

    I giocatori devono individuare la carta su cui è riportato il finale della lirica letta e impossessarsene togliendola dal gioco. Se la carta individuata è tra quelle possedute dagli avversari la si rimpiazza con una delle proprie carte ancora da abbinare. 
    La squadra che rimane senza carte ha vinto Roger Tilley - A history of playing cards pag. 188

    Il gioco è molto movimentato e la disputa delle carte a volte violenta; per evitarne la rottura, oltre alle carte tradizionali su cartoncino molto rigido, esistono anche mazzi con le tori fuda in legno (ita karuta 板かるた). Questo gioco deriva dal Kai-awase, quando nelle conchiglie invece dei disegni cominciarono ad essere scritte parti di un haiku, una composizione poetica di 17 sillabe, con tre versi sempre di 5-7-5 sillabe, che venivano scritti sulle due valve delle conchiglie da abbinare. 

    I poemi usati per il gioco Hyakunin-isshu sono tradizionalmente gli waka (poesia armoniosa) o tanka (breve componimento) che risalgono anche al 7° secolo. 
    Nel gioco vengono sempre utilizzati gli stessi cento componimenti, tutti in 5 versi da 5-7-5-7-7 sillabe per un totale di 31. I vari mazzi differiscono tra di loro solo per lo stile del disegno e della calligrafia usati. Il nome del poeta è a destra della carta che porta il suo ritratto, mentre il testo della poesia è nelle cinque colonne a sinistra. 

    Questo gioco è praticato di solito dai ragazzi, ma esistono anche club di adulti che si sfidano in accesi tornei.

    Abbiamo trovato anche un gioco, in fogli ancora da tagliare, con la traduzione in inglese delle poesie sul retro, oltre alle normali scritte in giapponese sul verso
    Probabilmente è stato stampato per turisti e non per il gioco vero e proprio. È infatti su un cartoncino leggero, non adatto ad essere strapazzato.

    Un mazzo della seconda metà del 19° secolo è riprodotto in Internet nel sito di Peter Endebrock www.endebrock.de, uno del 18° secolo è stato recentemente ristampato Giappone - 175x - ristampa Del Prado 2004 e altri esempi si trovano nel sito di Andrea Pollett. 

 

  • Iroha Karuta いろはかるた un mazzo da 96 carte usato dai bambini per apprendere un particolare alfabeto sillabico, detto Hiragana, i cui primi tre caratteri sono (I), (Ro) e (Ha). 

    Per ricordare la successione delle lettere di questo alfabeto gli scolari imparano a memoria quello che per noi sarebbe uno scioglilingua "irohanihoheto chirinuruwo wakayotareso tsunenaramu uwinookuyama kefukoete asakiyumemishi wehimosesu" formato dalle sillabe di questo alfabeto Wikipedia - Karuta

     
    Iroha - Angel

    48 carte (ji fuda, carte con le lettere, o yomi fuda 読札, carte da leggere) portano il testo di un proverbio e le altre 48 (e fuda, carte con il disegno, o tori fuda 取り札, carte da afferrare) recano una figura e l'ideogramma iniziale dello stesso proverbio. 

    Bisogna ricordare che i giapponesi scrivono in colonne, da destra a sinistra; l'ideogramma in questione appare perciò in alto a destra, e non a sinistra come sembrerebbe logico a noi occidentali. 
    I proverbi sono 48, come le sillabe di questo alfabeto. In effetti si usano solo 47 sillabe perché nessuna parola inizia con la sillaba

    Come 48° ideogramma viene usato
    che significa "grande città, capitale". 

    Si gioca per abbinamento delle carte come lo Hyakunin-isshu, ma in questo gioco sono le carte con le figure a dover essere catturate. 

    Iroha - Angel
    La frutta cotta è meglio dei fiori

    Notizie sul gioco e i proverbi utilizzati si trovano in internet in diversi siti. 

    Perfino un cane stupido supera un bastone

  • Dôsai Karuta , da 136 carte di formato 58 x 37 millimetri in cui abbinare figure e proverbi, composto da 62 carte a retro marrone con figure, 62 carte a retro nero con i proverbi da abbinare e dodici carte completamente bianche, 6 con retro marrone ed altrettante con retro nero, dette Shiro Fuda. Probabilmente queste ultime servono per aggiungere nuovi proverbi e personalizzare così il gioco Sylvia Mann - All cards on the table n. 255 - 197x
    Divenne popolare nel periodo Edo (1600÷1868) nell'area di Kyoto, allora capitale del Giappone, e nella vicina Osaka. Nacque per i bambini, ma trovò presto il favore degli adulti come gioco d'azzardo. 

  • Hen-Tsukuri Karuta, da 125 carte con i caratteri base degli ideogrammi giapponesi. 
    Nei caratteri di scrittura giapponesi hen è la radice, la parte di sinistra e tsukuri è la parte di destra, che definisce il significato del termine. Accostando due carte si può formare un ideogramma, ma una delle due carte può a sua volta, abbinata a un'altra carta, formare un ideogramma diverso. Tutto questo da un gioco simile allo Scrabble (Scarabeo in italiano) o ad alcuni giochi di carte con stampate lettere dell'alfabeto come il Lexicon
     

Oltre alle carte menzionate esistono le carte per il Tehonbiki 手本引き, un gioco d'azzardo molto in voga. 

Hari fuda

Il mazziere usa carte piccole, 45 x 26 mm., con asso e numerali da 2 a 6 del seme di denari, dette Hikifuda (carte da pescare), Mame Hichi Roku (fagioli da uno a sei) o Ko Hichi Roku (piccoli da uno a sei). L'asso ricorda nella decorazione gli antichi mazzi portoghesi con il disegno di un drago. 

I giocatori usano carte più grandi (55 x 35 mm.), le Harifuda 張札 (carte di cartoncino) o Hichi Roku (da uno a sei) con stampati appunto i numeri da 1 a 6 (一   二   三   四   五   六) molto stilizzati. 

Recentemente al loro posto sono state introdotte le Ko Bari con un formato di 50 x 25 millimetri circa, leggermente più piccole di quelle tradizionali. 

Nel gioco si usano anche sei tessere in legno che portano il disegno delle Harifuda senza le decorazioni in rosso; sono dette Mefuda (carte da occhio) o Meyasufuda.  

 

In Giappone si gioca anche a Ma Jan 麻雀 o Hanayama カード, il nome nipponico del Mah Jong. Le carte sono 144, anche se a volte mancano le otto carte delle Stagioni e dei Fiori, non sempre utilizzate in Giappone. Vengono sostituite da quattro carte bianche e quattro 5 del seme di cerchi, stampati però in rosso. 
 

In internet si trova un interessante studio di Franco Pratesi sui giochi e le carte da gioco giapponesi dal titolo Giochi giapponesi di riflessione.

Molti mazzi giapponesi portano la scritta "" che significa "Non usate né soldi né oro" per scoraggiare il gioco d'azzardo.