Francia
 

Mazzo Carte Figure Onori Semi
Aluette o jeu de la vache 48 Intere   Spagnoli
Cartes catalanes o catalane francesi 48 Intere   Spagnoli
Nazionale spagnolo - variante marsigliese 40/48 Intere   Spagnoli
Estilo Paris o Spagnolo-parigino * 40/48 Intere   Spagnoli
d'Auvergne * 52 Intere   Francesi
de Guyenne, de Bordeaux o de Béarn * 52 Intere   Francesi
Hector de Trois o de Troyes * 52 Intere   Francesi
de Lyon I 52 Intere   Francesi
de Paris o Francese [unificato] 32/52 Intere*/Speculari   Francesi
Tarot de Paris * 78 Intere Interi Italiani
Tarot de Besançon 78 Intere Interi Italiani
Tarot d'Epinal * 78 Intere Interi Italiani
Tarot de Marseille o Tarot Italien 78 Intere Interi Italiani
Tarot Vieville * 78 Intere Interi Italiani
Tarot Bourgeois o Tarot Nouveau 78 Speculari Doppi Francesi

* I nomi dei mazzi non più in uso sono in corsivo e contrassegnati da un asterisco. 

 

Dizionario

carte da gioco Cartes à jouer
cuori Coeurs   fiori Trèfles (trifogli)
quadri Carreaux (mattonelle o piastrelle) picche Piques  
coppe Coupes   bastoni Bâtons  
denari Denièrs   spade Épées  
fante Valet (titolo dell'aspirante cavaliere) donna Dame o Reine
re Roi   asso As
tarocco Tarot   onori Atouts


La Francia è l'unica nazione in cui per secoli i disegni delle carte da gioco furono fissati dallo stato, tanto che nel 1644 si dovette emettere un'ordinanza per consentire di stampare anche altri disegni, poiché fino ad allora era possibile stampare e vendere solo mazzi regionali con disegni ben codificati. L'ordinanza fu emessa perché Desmaret de Saint-Sorlin potesse stampare carte educative Jeu de la geographie - Desmaret de Saint-Sorlin - 1644 - ristampa Edizioni del Solleone - 1986 per il delfino, il futuro Luigi XIV che aveva allora sei anni, in modo che questi potesse "apprendere più facilmente dei comuni mortali" Sylvia Mann - All cards on the table pag. 116 . Speriamo abbia imparato, se non la storia o la geografia, almeno a giocare bene a carte. 
Il retro doveva essere obbligatoriamente bianco fino a che, sempre con un provvedimento apposito, ne fu permessa la decorazione nel 1816IPCS Journal XXVIII-4 pag. 198
Ancora a metà del 19° secolo era possibile stampare i propri disegni solo per carte vendute all'estero e per i mazzi non standard. Queste carte erano esenti da tasse, ma il loro disegno doveva essere ben distinto dal mazzo di Parigi e le figure non potevano avere stampati i nomi tradizionali IPCS sheet n. 80 - Mazzo Belga/Genovese

Fiine kaart fabrikeret af C.E. Süsz - Cristopher Ernst Süsz - 178x - ristampa Sorensen J. Chr. & Co. - 1976

Il mazzo più diffuso in Francia è quello di Parigi o Francese [unificato] da 32 e 52 carte a figure intere fino al 1853 e speculari dal 1827.

Suo antenato è il mazzo denominato Hector de Trois o de Troyes, il primo disegno ufficiale imposto ai fabbricanti francesi nel 1613.

Alcuni mazzi di fine '700 portano sullo scudo del fante di fiori la scritta "Aux armes de Paris" Roger Tilley - A history of playing cards pag. 91 per indicare di quale città era originario il mazzo. Il mazzo di Parigi divenne l'unico mazzo regionale a semi francesi poco prima della rivoluzione del 1789. 

Qui sono riprodotte le ristampe di due mazzi del 18° secolo a figure intere e uno dell'inizio del 19° a figure speculari. 

Un mazzo di questo periodo, insolito a causa del particolare uso fatto del retro, è riprodotto in Internet da Peter Endebrock www.endebrock.de.

Pack of cards of the 18th century in the museum Zu Allerheiligen - L. Wust 18° secolo - ristampa J.C. Müller - 1944 Bourbon bridge 12210 - Arnoux et Amphoux - ristampa Müller A G & C.ie

Dal 1° Brumaio dell'anno I (il 22 ottobre 1793) fu obbligatorio sopprimere i simboli di nobiltà, come corone e gigli araldici, e i fabbricanti di carte da gioco si affrettarono a ridisegnare le loro matrici, ma l'effetto della proibizione durò poco e già nel 1798 alcuni re coronati riapparvero nei disegni. I mazzi rivoluzionari avevano di solito Filosofi o Geni al posto dei re, Virtù o Libertà come donne e personaggi della storia romana o Uguaglianza come fanti Henry René d'Allemagne - A pictorial treasury pag. 73 - Jaume et Dugourc.
I disegni delle figure erano diventati molto brutti, senza alcuna pretesa artistica, perciò Napoleone I nel 1808 volle imporre un nuovo disegno standard, unico per tutta la Francia, affidandone il disegno a noti artisti dell'epoca.
Sono noti i portrait officiel (disegno autorizzato) del pittore ufficiale dell'imperatore, Jacques Louis David (1748-1825), con il re di quadri che aveva la fisionomia di Napoleone vestito da Giulio Cesare con corona d'alloro, inciso da Andrieu nel 1810 Henry René d'Allemagne - A pictorial treasury pag. 37, e quello Bozzetto mancante dei semi ispirato al medesimo periodo di Nicolas-Marie Gatteaux (1788-1881), inciso nel 1811 Henry René d'Allemagne - A pictorial treasury pag. 63 - T. Dubois di Liegi. Da notare in questo mazzo che le figure sono identificate da pallini: 1 (fanti), 2 (donne) o 3 (re). 
Questi disegni non furono apprezzati dai giocatori, forse a causa del carattere troppo classicheggiante delle figure, e nel 1813 il modello scelto Sylvia Mann - All cards on the table 131A, disegnato da Gatteaux e inciso da Danbrin, aveva figure che si rifacevano a quelle dei mazzi tradizionali precedenti. In questa riproduzione sono mostrati i tre disegni  . 

Portrait français en pied (1816) - ristampa Grimaud - 1983  Portrait français en pied (1816) - ristampa Grimaud - 1983

Da questo primo disegno imposto come standard per tutti i mazzi francesi ne derivarono altri: quello del 1816 (a sinistra) disegnato da Chassoneris, 1832 e 1850 a figure intere e quello del 1827 e 1853 (a destra) a figure speculari. 

Carte caratteristiche del mazzo di Parigi sono il re di cuori con globo sormontato da una croce, quello di picche con la cetra, il fante di fiori con scudo nella sua destra e quello di picche con un cane ritto ai suoi piedi. Alcuni di questi attributi sono scomparsi con l'avvento delle figure speculari

Le varie edizioni si differenziano per alcune caratteristiche che risultano utili alla loro datazione.
Nell'edizione 1813 l'aquila imperiale è sul manto del re di cuori, sullo scudo del re di fiori e sul petto del fante dello stesso seme. 
Nel disegno del 1816 viene sostituita dai gigli araldici che diventeranno un disegno geometrico nelle edizioni successive Sylvia Mann - All cards on the table pag. 273 - n. 131B prime due file dall'alto, come si può vedere dal mazzo pubblicato nel sito di Alta Carta www.altacarta.com

Cartes dites opaques - Grimaud - filigrana Napoleone III (1853 ÷ 1875)

   

L'edizione del 1832 ha ancora la data 1816 sullo scudo del fante di fiori, ma è distinguibile perché l'asso di fiori nell'edizione 1816 ha quasi sempre una ghirlanda di gigli araldici, che è sempre di foglie di quercia in quella del 1832. 

Nel mazzo del 1853 Cartes dites opaques - Grimaud - filigrana Napoleone III (1853 ÷ 1875) sullo scudo del fante di fiori è scritto in caratteri minuti al centro del rosone il nome del disegnatore GATTEAUX (a sinistra) e sullo scudo del re di fiori GALV HULOT (a destra), il nome del galvanotipista, cioè del tecnico addetto alla riproduzione della matrice con la tecnica della galvanotipia W. Gurney Benham - Playing cards pag. 177

Queste due scritte sono molto piccole e senza una forte lente d'ingrandimento passano inosservate. 

 

Cartes dites opaques - Grimaud - filigrana Napoleone III (1853 ÷ 1875)

Il mazzo a figure intere è sparito; gli ultimi esemplari risalgono all'inizio del 20° secolo Catalogo collezione Atger n. 162 pag. 29 - 1912, mentre il disegno a figure speculari del 1853 è rimasto praticamente invariato fino ad oggi, variando solo la scritta sullo scudo del Valet di fiori.

 

Le variazioni che nel corso degli anni alcuni fabbricanti hanno introdotto per evidenziare un loro disegno tipico sono minime, come si può vedere in due articoli pubblicati sul bollettino IPCS IPCS Journal XXIII-3 pag. 62 e XXIV-2 pag. 51

Da un tentativo di creare una variante del disegno del mazzo francese destinata all'esportazione nasce il mazzo Belga o Genovese, che si distingue per il fante di fiori con scudo ogivale, invece che ovale come nel mazzo francese, e dalle figure senza nome, oltre che per il verde sugli abiti che quasi sempre sostituisce il blu. 
I fabbricanti belgi stamparono questo mazzo soprattutto per l'esportazione in medio-oriente, dove questo disegno, a cavallo tra il 19° e il 20° secolo, era il più usato dai giocatori. 

Whist n. 79 - Ferd. Piatnik et Fils S.A. - 1939÷1946

Mazzo francese

Mazzo belga/genovese

     

fabbricante Kiamuz

I mazzi in formato piccolo, destinati ai bambini, hanno disegni meno elaborati. 

Nel mazzo di destra il fabbricante ha sostituito con un'ascia, ricordo dell'alabarda che reggeva nel mazzo a figura intera, lo scudo del valet di fiori.

 

fabbricante sconosciuto

   

Una carta molto utile per la datazione del mazzo di Parigi o Francese unificato è il fante di fiori che fino al 1613 portava il nome di Judas Maccabée

Con una legge di quell'anno il nome della carta scomparve e sulla stessa divenne obbligatorio apporre nome e marchio del fabbricante e successivamente la scritta "G. (o G.D.) PARIS" (Généralité de Paris). 

Il nome di Lancelot divenne comune abbastanza tardi, verso il 1805, anche se già presente in alcuni mazzi precedenti. 

Nel mazzo del 1813 la scritta sullo scudo era "1813 Droits Reunis" e dal 1816 fino al 1890 appariva l'anno di approvazione del disegno (non è l'anno di stampa del mazzo) "18xx Admin. des contrib. indir.". 

Con la figura speculare spariscono la spada e l'alabarda che la figura aveva sul lato sinistro. 

Tutte le figure hanno il nome (non in questo mazzo stampato da Catel & Farcy Catel et Farcy <1970), attribuito loro probabilmente durante il regno di Carlo VII (1403÷1461): 

Valet Dame Roi
Cuori La Hire Judic o Judith Charles 
Quadri Hector Rachel Cezar o Cesar
Fiori Judas Maccabée (1) o Lancelot (2) Argine Alexandre o Alexander (3)
Picche Hogier Pallas David 
(1)  Fino al 1613 (2)  Dal 1805 circa (3)  Variante tipica dei paesi di lingua tedesca 

I nomi e le descrizioni sono presi da Origine des cartes á jouer di R. Merlin stampato a Parigi nel 1869: 

  • La Hire - Étienne barone di Vignoles detto la Hire o Lahire (circa 1390-1443), un emulo francese di Robin Hood, capitano nell'esercito di Carlo VII e compagno di battaglia di Giovanna d'Arco

  • Judic o Judith - Isabella di Baviera, moglie di Carlo VI e madre di Carlo VII, che non si fece scrupolo a dichiarare bastardo il proprio figlio per consentire a Enrico V d'Inghilterra di avanzare pretese al trono di Francia 

  • Charles - Carlomagno (742-814), fondatore del Sacro Romano Impero, l'imperatore più potente del medioevo, è raffigurato con in mano il globo imperiale. Agli inizi del 18° secolo il nome su questa carta era Charlemagne  W A Chatto - Facts and Speculations on the Origin and History of Playing Cards 1848  pag 208
    Per altri autori è Carlo VII di Francia, visto l'epoca in cui alle carte furono attribuiti i nomi

  • Hector [de Trois] - Eroe troiano, figlio maggiore di Priamo, ucciso da Achille. Era credenza nel 15° secolo che i re di Francia discendessero da Priamo, re di Troia citato da Omero. In alcuni mazzi molto antichi il fante di cuori portava la dicitura Paris; non era il nome della città, ma quello di Paride, fratello di Ettore di Troia W. Gurney Benham - Playing cards pag. 86 . In Francia di una persona che non vale niente si dice "Il est un valet de carreau" (è un fante di quadri) W. Gurney Benham - Playing cards pag. 113

  • Rachel - Agnes Sorel o Soreau, amante di Carlo VII e molto potente nella corte francese dell'epoca

  • Cezar o Cesar - Caio Giulio Cesare (101-44 a.c.), generale e uomo politico romano

  • Judas Maccabée - Giuda Maccabeo (morto nel 161 a.c.) patriota e re della dinastia dei Maccabei o Asmonei che guidò la rivolta ebrea contro i siriani. Da non confondere con Giuda Iscariota, l'apostolo traditore di Gesù Cristo

  • Lancelot - Lancillotto del Lago, cavaliere della tavola rotonda, amante di Ginevra la moglie di re Artù

  • Argine - anagramma di Regina. Era Maria d'Anjou, moglie di Carlo VII

  • Alexandre - Alessandro Magno, re di Macedonia, uno dei più grandi conquistatori della storia

  • Hogier - Hogier o Ogier le Danois; fu cugino di Carlomagno e uno dei suoi paladini. 

  • Pallas (Pallade Atena o Minerva nella mitologia latina) - rappresenta Giovanna d'Arco, che a capo dell'esercito di Carlo VII sconfisse gli inglesi a Orléans

  • David - Davide re di Giudea e d'Israele; era un valente musicista ed è raffigurato con la cetra 

Tra i mazzi a semi francesi da tempo scomparsi alcuni sono stati ripubblicati:

Hector de Trois - ristampa Grimaud 197xHector de Trois - ristampa Grimaud 197x

Hector de Trois o de Troyes da 52 carte a figure intere. 
Non si sa se il nome con cui è conosciuto questo disegno ricorda Ettore di Troia, dal nome scritto sul fante di quadri, o se Hector, come dicono altri testi, fosse il nome di un fabbricante di Troyes, città un tempo nota per gli stampatori di carte. 
Nel 1613 una legge impose ai cartai una riduzione del formato delle carte e l'obbligo di stampare le iniziali del fabbricante e il suo marchio sul fante di fiori, che perse in quel periodo il nome di Judas Maccabée. Ai fabbricanti di carte della Généralité di Parigi fu imposto questo disegno, che divenne il precursore dei successivi mazzi di Parigi. 
Il mazzo scomparve alla fine del 17° secolo per la variazione dei disegni imposti ai fabbricanti per questa città. Una carta che lo distingue dai successori è il re di quadri con alabarda che diventerà uno scettro nei disegni che da questo derivano. 

Jeu Louis XIII (Jean Volay - 164x) - ristampa Dusserre - 1978Jeu Louis XIII (Jean Volay - 164x) - ristampa Dusserre - 1978

Portrait d'Auvergne (di Alvernia) da 52 carte a figure intere. Ideato a Thiers dal 17° secolo, è uno dei mazzi francesi più antichi Crestin-Billet - Carte da gioco pag. 40-41
Carte caratteristiche sono i fanti che indossano armature, la donna di picche e il re di fiori che hanno sul braccio rispettivamente un cagnolino e un uccello. Il cane è stato probabilmente ripreso da più antichi mazzi a semi spagnoli usati in Francia nel 15° secolo in cui era la regina di denari che reggeva il cagnolino. 

 
Jeu au portrait de Guyenne (Jean Grossard - 1763-1777) - ristampa Dusserre

Portrait de Guyenne, de Bordeaux o de Béarn le cui carte caratteristiche sono il re di cuori con la cetra e quello di quadri che ha nella mano destra uno scudo. 

Seventeenth- century Playing cards - Scholar pressSeventeenth- century Playing cards - Scholar press

Portrait de Lyon I Sylvia Mann - All cards on the table n. 159 - Jean Vianey (?) 17° secolo o Portrait d'Allemagne (disegno di Germania) IPCS sheet F-62 - IPCS Journal XXIX-3 pag. 93, prodotto probabilmente per l'esportazione in Germania come sembra suggerire il nome. Fu stampato dalla fine del 16° secolo per cessare la produzione circa centocinquant'anni dopo. 
Discendenti di questo mazzo furono usati in Svizzera, Germania, Italia e nell'impero austro-ungarico, dove il mazzo Wiener Bild tipo A o Picchetto austriaco a corona grande è usato ancora oggi. 
Del portrait de Lyon ne è stato ristampato un mazzo appartenente alla collezione di Sylvia Mann. 
Carte caratteristiche sono il re di cuori con in mano un foglio, forse in origine un ventaglio, e il fante dello stesso seme che regge un'asta con una bandiera. 
In questo mazzo fra i re quello di cuori è l'unico a non avere uno scettro; in questo seme il simbolo del potere è tenuto dalla donna. Secondo Henry d'Allemagne questa carta rappresenta Enrico III (1551-1589), un re imbelle ed effeminato che si vestiva spesso con abiti da donna, mentre la regina madre Caterina de Medici era la vera detentrice del potere W. Gurney Benham - Playing cards pag. 82.

 

In Francia sono ancora in uso tre mazzi a semi spagnoli

Aluette IPCS S 1.111, Jeu de la luette (gioco dell'ugola) o Jeu de la vache (gioco della mucca) da 48 carte a figure intere Aluette - Grimaud - 1976
È diffuso in Bretagna, in Vandea, nel Poitou e in parte della valle della Loira. 
Il gioco è noto dal 15° secolo Sylvia Mann - All cards on the table pag. 125 ed è citato da François Rabelais, che lo chiama luette o vaches, fra i giochi preferiti dal giovane Gargantua nel suo più famoso romanzo pubblicato nel 1532.
Il disegno attuale risale alla seconda metà del 18° secolo, derivato dal mazzo Franco-Spagnolo Arcaico che Sylvia Mann chiama Aluette I

Il nome del gioco deriva da sans luette (senza ugola) perché durante il gioco non si deve parlare: si può comunicare con il compagno solo attraverso segni convenzionali. 

Carte caratteristiche sono il due di coppe con il disegno di una mucca, da cui il nome gergale del gioco, il due di bastoni con un bimbo dotato di aureola sull'altalena e un cane e l'asso dello stesso seme con una figura con copricapo e gonnellino di piume. 
Sull'asso di spade e sull'asso, due e tre di coppe sono disegnate cicogne. Il disegno di questi uccelli sembra dovuto al fabbricante Pierre Sigogne di Nantes che in omaggio al suo cognome introdusse nel disegno le immagini di questi volatili, mantenute poi dagli altri fabbricanti. 
Un'altra particolarità del mazzo è data dalle frecce che puntano verso l'alto disegnate su asso e scartine di bastoni. 
Questo ornamento sembra dovuto ad un altro fabbricante di Nantes, Nicholas Bauvais, di cui è noto un mazzo del 1791 in cui alcune carte erano decorate con code d'ermellino e gigli araldici stilizzati. Altri incisori copiarono male il disegno e interpretarono quelle decorazioni come frecce, rimaste ancora oggi nel disegno standard. 

Carte di bastoni con le frecce, dall'asso al 3, sono presenti anche nel disegno del mazzo Spagnolo-parigino

Alcune carte di questo mazzo hanno un nome particolare nel gergo dei giocatori: 

  

Indecent (indecente) il 5 di denari, per la figura di una coppia che si bacia (in origine erano i re cattolici dei mazzi spagnoli) o Bise dure dal nome di un forte vento del nord

  

Chasse luette (un modo di dire locale, la traduzione letterale è caccia ugola) il quattro di coppe 

  

Jarretières de la mariée (giarrettiere della sposa) il 5 di spade per le decorazioni che vi appaiono

  

Cavalière (cavaliera) i cavalieri che sono donne; il sesso femminile è più evidente nei mazzi meno recenti

  

Aigle (aquila) l'asso di denari con la figura di un'aquila derivante da mazzi spagnoli del 17° secolo

  

Sauvage (selvaggio) l'asso di bastoni per la figura coperta di piume che vi è disegnata
 
Se le coppie di giocatori non sono già definite, si distribuiscono le carte, una per una, ai quattro giocatori; chi riceve Madame e Monsieur forma una coppia. 
Monsieur (signore) 
il 3 di denari 
con un uomo 
nel seme centrale
 
Madame (signora) 
il 3 di coppe 
con una donna 
nel seme centrale
Le borgne (il guercio) 
il 2 di denari con 
due figure, maschile e 
femminile, nei semi
La vache (mucca) 
il 2 di coppe con 
una mucca sdraiata 
sotto i simboli dei semi
Grand neuf 
(grande nove) 
il 9 di coppe
Petit neuf 
(piccolo nove) 
il 9 di denari
Deux de chêne 
(due di querce) 
il 2 di bastoni 
per i due bastoni che 
reggono l'altalena
Deux d'ecrit 
(due di scritta) 
il 2 di spade, che 
un tempo portava il 
nome o la firma del 
fabbricante

Un mazzo con stampati alcuni di questi nomi gergali e il segno con cui si comunica al compagno il possesso di quella carta è pubblicato nel sito di Alta Carta www.altacarta.com

Esempi di mazzi ottocenteschi sono presenti nel sito internet WOPC. In Wikipedia francese c'è una pagina dedicata a questo gioco. 

 

B.P. Grimaud - bollo 1890  Cartes catalanes - Héron

Cartes catalanes (carte Catalane) o Catalane francesi da 48 carte a figure intere, nato alla fine del 18° secolo, probabilmente a Perpignan. 

Carta caratteristica è il fante di denari con un corno da caccia in mano e il re di coppe con un lungo scettro che tocca per terra. 

Nonostante il nome queste carte non sono apparentate con il mazzo di carte Catalane usate in Spagna. 

 

La chasse - Fournier

Cartes espagnoles (carte Spagnole) o Nazionale spagnolo - variante marsigliese da 40 e 48 carte a figure intere Punta redonda dorada 104 - Grimaud, usato lungo la costa da Marsiglia fino al confine spagnolo e nelle ex colonie francesi Algeria e Marocco

Le figure che lo distinguono dal mazzo Nazionale Spagnolo da cui deriva sono il re di coppe con lo scettro che in alto ha una stella a sei punte e il fante di denari, con un animale, sembra un cane, sullo sfondo. 

40 cartes spagnoles n. 444 - A. Camoin & C.ie - fne 19°secolo

nazionale spagnolo

variante marsigliese

 
  

I mazzi per il nord Africa hanno sull'incarto e/o sul retro delle carte disegni considerati portafortuna, come la testa di cavallo e la mezzaluna Malka frères - Maghreb 26 - Marocco oppure il ferro di cavallo, la stella e la mano di Fatima, la figlia di Maometto, per il Marocco Camoin - Cartes fines - Naypes finos 440B - Marocco e la stella d'oriente per l'Algeria. 

Molto probabilmente il primo produttore che stampò questo tipo di mazzo per le ex colonie francesi nel nord Africa fu A. Camoin di Marsiglia. 
Il suo nome appariva ancora fino agli anni '70 su mazzi di carte fabbricati per il Marocco

  

Un mazzo a semi spagnoli non viene più prodotto:

B.P. Grimaud - 191x

Estilo Paris o Spagnolo-parigino IPCS sheet 22 (ex S-1.13) da 40 e 48 carte a figure intere, fu inizialmente stampato dalla Real Fabrica de Madrid per la Francia e deriva da una versione del 1810 del mazzo Nazionale Spagnolo
Fu presto copiato dai fabbricanti francesi, che continuarono a produrlo fino al 1920 circa.  Il primo mazzo conosciuto prodotto in Francia è di Alphonse Arnoult, un fabbricante parigino che cominciò a stamparlo nel 1824 Fournier museum - Playing cards I - Francia n. 180

Carte caratteristiche sono il fante di denari con un cane, un elegante levriero, legato a un palo sullo sfondo, una mano che sostiene l'asso di bastoni e due mani che reggono un ramo di palma nel quattro di spade. 
Quest'ultimo disegno è comune anche ad alcuni antichi mazzi spagnoli, come il Nazionale spagnolo - variante borsa con denari
Come in altre carte a semi spagnoli nei mazzi più antichi i cavalieri sono donne, mentre nei mazzi più recenti questa caratteristica è meno evidente. 
Oggi questo mazzo è stampato solo in America latina, come questo Tatu (Armadillo) - M. C. De Casabo S.A. proveniente dall'Uruguay che porta sul 4 di coppe la dicitura "Estilo Paris". 

B.P. Grimaud - 191x

  

I mazzi da tarocchi sono ancora adoperati in Francia, sia a semi italiani che francesi

Questo tipo di carte fu importato dall'Italia, probabilmente dalle truppe che invasero Milano nel 1494 e nel 1499. In Italia scomparvero e rimase in uso solo il tarocco Bolognese. Agli inizi del 18° secolo dalla Francia i tarocchi vennero reintrodotti nella nostra penisola, più precisamente in Piemonte. 

Un tarocco a semi italiani è stampato ancora oggi:

Tarot de Marseille (Nicolas Conver 1760) - ristampa Héron - Figure

Tarot de Marseille IPCS sheet 2 (ex IT-1) (tarocco di Marsiglia) o Tarot Italien (tarocco Italiano) da 78 carte a figure e onori interi. Deriva dal Tarot Vieville. Le figure furono standardizzate agli inizi del 18° secolo. Il primo mazzo conosciuto che presenta una versione definitiva dei disegni è del 1709, opera di Pierre Madenié di Dijon.

È ancora usato per il gioco Ancien tarot de Marseille G 103 - Grimaud - Figure Ancien tarot de Marseille G 103 - Grimaud - Onori e ne vengono ristampati anche mazzi antichi, ma oggi è meno diffuso del Tarot Bourgeois a semi francesi che lo ha soppiantato nei gusti dei giocatori. Fino al 1930 era chiamato Tarot Italien, in ricordo probabilmente della nazione da cui proveniva.  La denominazione attuale è solo una scelta di marketing di Paul Marteau, al tempo direttore della ditta Grimaud. 

In quasi tutte le edizioni di questo mazzo il nome del fante di denari è posto in verticale, mentre in tutte le altre figure il nome è messo in orizzontale, in basso alla carta. 
Il cavaliere di denari tiene in mano un bastone, anche se solitamente il bastone appare solo nelle figure di questo seme.    

Da questo mazzo derivano il sottotipo italiano e i tarocchi piemontesi, disegni reintrodotti in Italia agli inizi del 18° secolo.

Tarot de Marseille (Nicolas Conver 1760) - ristampa Héron - Onori  Tarot de Marseille (Nicolas Conver 1760) - ristampa Héron - Onori

 

Tre sono i tarocchi a semi italiani in uso in passato in Francia e oggi scomparsi: 

Uno dei precursori dei mazzi standard è il cosiddetto Tarot de Paris del 17° secolo, il più antico mazzo di tarocchi che ci sia pervenuto completo Tarot de Paris (André Dimanche - 17° secolo) - ristampa Grimaud - 1984 - Tiratura limitata - Figure Tarot de Paris (André Dimanche - 17° secolo) - ristampa Grimaud - 1984 - Tiratura limitata - Onori
Se ne conosce un solo mazzo, perciò non è possibile sapere se all'epoca fosse prodotto con gli stessi disegni anche da altri fabbricanti e possa perciò essere ritenuto un mazzo standard

Ha raffigurazioni che non si trovano in altri mazzi.

Gli assi hanno il seme dipinto su un vessillo, retto da un animale. Alcune delle raffigurazioni di questo tarocco si ritrovano nei mazzi delle Minchiate. Alcune carte portano la scritta "FAICT A PARIS PAR" senza il nome del fabbricante.

Probabilmente il cartaio originale vendette le matrici a qualcun altro, cosa abbastanza comune ai tempi, e il nuovo fabbricante tolse dai legni il nome originario senza preoccuparsi di apporvi il proprio. 

L'originale retro rivoltinato appare nella riproduzione come una cornice a quadri.

Sull'onore VII il carro è trainato da uccelli 
(forse oche o cicogne) 

L'onore VIII è bifronte, con una testa maschile con barba e l'altra che sembra femminile.

Il XVI Fouldre (fulmine) con rappresentazione 
di demoni e dannati

Il XIV Atrempance (temperanza) getta 
acqua sul fuoco

L'onore XV ha un volto sull'addome, come nei 
tarocchi piemontesi
.

 

Tarot Vieville da 78 carte a figure e onori interi, stampato verso la metà del 17° secolo; è il primo tarocco che possiamo con sicurezza definire standard, in quanto figure e onori sono simili nei mazzi dei vari produttori. Da questo tarocco Tarot Jacques Vieville - ristampa Héron - 1984 - Tiratura limitata - Figure  Tarot Jacques Vieville - ristampa Héron - 1984 - Tiratura limitata - Onori  trae le sue origini il tarocco di Marsiglia

Carte caratteristiche, comuni anche al tarocco Belga, sono gli onori dal XVI al XVIII che rappresentano nell'ordine un pastore sotto un albero colpito dal fulmine, un uomo, probabilmente un astronomo, con in mano un compasso e una donna con la rocca per filare, queste ultime due condivise anche con il tarocco Bolognese

Il tarocco Vieville si distingue da quello Belga per l'onore II, la Papessa e il V, il Papa, che in quello Belga diventano rispettivamente Capitan Fracasse e Bacco a cavallo di una botte perché le figure papali non erano riconosciute dalle popolazioni protestanti. 

Da notare che l'onore XII, l'Appeso, è l'unico con la numerazione in basso alla carta e che gli onori 7 e 8, la Giustizia e il Carro, hanno la numerazione invertita rispetto agli altri tarocchi standard. Lo stesso succede per gli onori 9 e 11, Forza ed Eremita, ma per queste due carte potrebbe essere un'inversione del simbolo I nei numeri romani (IX invece di XI) dovuto ad un errore dell'incisore della matrice. 

Sull'asso di denari una scritta dice: 

Pere sainct fait moy yustice (Giustizia) de ce vielart (Vegliardo, l'eremita) ma (Matto) e baga (Bagatto) amoureux (Amante) de ceste dame quy soit crye a son de trompe (Tromba, il giudizio) par tout le monde (Mondo) de par le pape (Papa) la papesse (Papessa) l'anpereur (Imperatore) l'inperatryce (Imperatrice) le soleil (Sole) e sul due di coppe la lune (Luna) les etoilles (Stelle) la foudre (Fulmine, la torre) prins a force (Forza) quy soit pendu (Penduto) e trannay au dyable (Diavolo). 
È un elenco di 18 onori, interessante per conoscere come venivano chiamati nel 17° secolo. 
Nell'elenco mancano solo il Carro, la Ruota della fortuna e la Morte. 

Il termine "Tromba" è usato anche nelle Minchiate, "Vecchio" tra i giocatori del tarocco Bolognese e "Fulmine" nel tarocco Belga

 

Tarot de Besançon IPCS sheet 6 (ex IT-1.4) da 78 carte a figure e onori interi. È una variante del tarocco di Marsiglia da cui differisce per l'asso di coppe a forme arrotondate e per i due onori II (Papessa) e V (Papa), sostituiti rispettivamente da Juno e Jupiter (i nomi latini di Giunone e Giove). 

La variazione degli onori II e V ha origine verso il 1680 in Svizzera, dove ancora oggi il tarocco JJ conserva questi due trionfi, e si diffonde durante il 18° secolo anche in Germania, fino a essere adottata dai fabbricanti di Besançon, una cittadina francese vicino alla Svizzera, verso la fine del 18° secolo. Questa variante è imputabile al fatto che le carte erano destinate a popolazioni protestanti che non riconoscevano il papa. 
L'onore I ha la scritta Le bateleur (il giocoliere) come nel tarot de Paris e nel tarocco JJ
Il tarocco di Besançon ebbe vita breve; sembra infatti che ne sia cessata la produzione nei primi decenni del 19° secolo Sigmar Radau und Georg Himmelheber - Spielkarten n. 8 pag. 43 - Joseph Henseler - 178x (figure) Sigmar Radau und Georg Himmelheber - Spielkarten n. 8 pag. 43 - Joseph Henseler - 178x (onori)

Al museo Fournier a Vitoria-Gasteiz si può acquistare la riproduzione di un mazzo conservato presso il museo stesso. È un tarocco di Besançon Tarot 1860 (J. Gaudais) - ristampa H. Fournier - Figure Tarot 1860 (J. Gaudais) - ristampa H. Fournier - Onori che presenta alcune peculiarità. 
Innanzitutto è stampato in anni in cui questo tarocco non era più in uso (1860), è a figure speculari e presenta, rispetto al disegno tradizionale, la luna di profilo e il cavallo di spade con armatura, come nel suo antenato il tarocco di Marsiglia, e l'asso di coppe con fiori e il matto con il disegno di una farfalla, tipici del tarocco Piemontese
Anche il Bateleur ha una farfalla disegnata vicino al volto. 
J. Gaudais, il fabbricante originale, è di Parigi; la sua ditta fu acquisita da Grimaud nel 1890. 

Tarot d'Epinal da 78 carte a figure e onori interi. Deriva dal tarocco di Besançon, di cui mantiene gli onori II Juno e V Jupiter, e fu prodotto nella prima metà del 19° secolo. 

Carta identificativa è l'onore I chiamato Escamoteur (baro, imbroglione) Tarot d'Epinal (Imagerie Pellerin 1830) - ristampa Grimaud - 1979 - Figure Tarot d'Epinal (Imagerie Pellerin 1830) - ristampa Grimaud - 1979 - Onori

    

Il mazzo da tarocchi più usato in Francia oggi è a semi francesi:

Tarot Bourgeois (tarocco borghese) o Tarot Nouveau (tarocco nuovo per distinguerlo dai tarocchi a semi italiani usati in precedenza) IPCS sheet 18 (ex  FT-3) da 78 carte a figure speculari Tarot nouveau - B. P. Grimaud - Chartier Marteau & Boudin 193x - Figure e onori doppi Tarot nouveau - B. P. Grimaud - Chartier Marteau & Boudin 193x - Onori
Il mazzo attualmente stampato Tarot nouveau G 95 - B. P. Grimaud - Figure Tarot nouveau G 95 - B. P. Grimaud - Onori presenta un diverso sistema di stampa e diverse sigle del fabbricante sugli onori. 

Il mazzo fu ideato da C. L. Wüst a Frankfurt nel 1863 e, oltre che in Germania, si diffuse verso la fine del secolo anche in Francia e in Svizzera

In queste ultime due nazioni le vignette sulla stessa carta rappresentano una scena di vita di città e una di campagna: 

 

1 la follia individuale 8 i periodo del giorno -  la sera 15 i passatempi -  l'arte
2 le età dell'uomo - l'infanzia 9                                   la notte 16 le stagioni -  la primavera
3                            la gioventù 10 gli elementi -  la terra e l'aria 17                    l'estate
4                            l'età matura 11                      l'acqua e il fuoco 18                    l'autunno
5                            la vecchiaia 12 i passatempi -  la danza 19                    l'inverno
6 i periodo del giorno -  la mattina 13                       gli acquisti 20 il gioco
7                                  mezzogiorno 14                       all'aria aperta

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la follia collettiva

In Germania invece le scene raffigurate sugli onori sono per lo più ambientate in campagna e non sembrano avere uno schema definibile. Solo sull'onore 1 rappresentano scene a teatro e sono simili in tutte le tre nazioni in cui questo tipo di tarocco è diffuso.  
È disponibile una tabella comparativa con le vignette sugli onori dei tre tarocchi. 

Di solito i fabbricanti tedeschi mettono il numero dell'onore al centro della carta, quelli francesi a sinistra con a destra la sigla del fabbricante e quelli svizzeri a sinistra, senza stampare niente a destra.