Cina

 

Tipo mazzo Nome cinese Carte
Domino Yeh-tzu-ko 32/42/46/84/92/105/115/126
Carte scacchi Ju Ma Pao Pai  28/32/56/68/70/112/116/117/132
Carte derivate da monete a 3 semi Chi Chi Pai  60/120/124/156
Carte derivate da monete a 4 semi Hakka Ti Pai  38/40
Mah Jongg Ma Jue  144/148/153
Carte con numeri Zi Pai  80÷84
Carte con pupazzi Wa Wa Pai  72



La Cina è il paese d'origine delle carte da gioco che vi sono nate probabilmente durante la dinastia T'ang (608-908 circa), come già scritto nel capitolo dedicato alla Storia

Per quanto riguarda i mazzi tradizionali cinesi fino agli inizi del 20° secolo la maggior parte era importata: i maggiori produttori per il sud-est asiatico erano Camoin di Marsiglia e le fabbriche belghe di Turnhout. Il belga Van Genechten fu il primo fabbricante di carte europeo a produrre carte per l'estremo oriente nel 1868 The Turnhout playing card industry pag. 94.  
Tra le due guerre mondiali il mercato cinese fu abbandonato dagli europei e per anni la stampa delle carte era rimasta nelle mani dei fabbricanti locali, che erano però in grado di soddisfare le esigenze solo di un'area geografica molto limitata. 
Soltanto verso la fine del 20° secolo sono sorte fabbriche abbastanza grandi da poter commercializzare in tutta la Cina e anche all'estero i loro prodotti. 

La vastità del territorio ha portato a una proliferazione dei mazzi che vengono utilizzati per giocare, ognuno con la sua specificità nel formato, nei disegni e nel numero delle carte, ma riconducibili a tipi ben determinati, con caratteristiche tali da poterli definire standard

Durante la rivoluzione culturale (1966-1976) le carte da gioco furono proibite, ma nelle campagne i cinesi continuavano a giocare, neanche troppo di nascosto a quanto ci hanno detto amici che hanno visitato quella nazione. 
Dopo la morte nel 1976 di Mao Zedong (Mao Tse Tung secondo la vecchia forma di trascrizione usata fino agli anni '70) la produzione e la vendita in Cina delle carte tradizionali sono riprese anche ufficialmente. 

Su alcuni mazzi si trova la scritta riprodotta a lato. Apprendiamo dal sito di Andrea Pollett che significa "Non per giochi d'azzardo, solo per divertimento"; scritta rivolta ai giocatori cinesi, noti per la loro passione per l'azzardo. Come la scritta "Il fumo uccide" sui pacchetti di sigarette serve ipocritamente al venditore per affermare di aver fatto il possibile per combattere il vizio, del gioco o del fumo e contemporaneamente guadagnarci vendendo il prodotto. 

Oltre ai mazzi tradizionali è diffuso il mazzo mazzo Inglese o Internazionale, usato soprattutto nelle grandi città e esportato ovunque grazie ai bassi prezzi. I cinesi però, soprattutto gli abitanti delle campagne e le classi meno abbienti, utilizzano ancora i mazzi tradizionali, anche quando emigrano. 
La prima ditta cinese a fabbricare industrialmente carte da gioco fu la Shanghai Cuihua Cards Factory, che cominciò ad operare nel 1921 circa Sito Internet DXPO - Collecting playing cards in China

In cinese le carte da gioco si chiamano Chi Pai (biglietti di carta) e familiarmente vengono chiamate Bai. Il termine Pai viene usato in cinese per le carte da gioco, le tessere come quelle del domino, le etichette, le targhette ecc. così di solito questo ideogramma viene abbinato ad altri che ne specificano il materiale (ad esempio Ku Pai, tessere d'osso, o Ya Pai, tavolette d'avorio, identifica le tavolette del domino indicando il materiale di cui sono fatte). 

Le carte tradizionali cinesi appaiono strane agli occhi di noi occidentali. 
Innanzitutto sono lunghe e molto strette. Quanto stampato su di esse è completamente diverso da ciò cui siamo abituati e spesso nel mazzo gli stessi disegni sono ripetuti più volte, a volte variando il colore o aggiungendo una sovrastampa. 
I retri tradizionalmente sono in tinta unita; solo da poco sono in commercio retri decorati e il disegno in questo caso appare di gusto occidentale. 
I mazzi, che possono anche superare le 150 carte, sono tenuti insieme da una semplice cordicella o da una striscia di carta, avvolta più volte intorno al mazzo e poi passata all'interno delle carte per bloccarla. Solo in questi ultimi anni alcuni mazzi sono incellofanati o hanno un astuccio in cartone. 

Alcune carte hanno indici numerici, non sempre facilmente riconoscibili per due ragioni. Innanzitutto i cinesi usano due serie diverse di numeri: quelli normali, utilizzati comunemente, e quelli ufficiali, una forma più elaborata usata su banconote, assegni e documenti. 
Spesso poi l'ideogramma numerico sulle carte da gioco è semplificato nella grafica. Un cinese non avrà problemi, ma non sempre per noi è chiaro a quale numero corrisponde il segno grafico stampato. 
Abbiamo riprodotto gli indici di alcuni mazzi cinesi
Il valore delle carte parte dall'1, a sinistra, fino al 9, a destra, per le prime tre righe e fino al 10 per le successive quattro. 

In alcuni mazzi sono inserite carte augurali extra con raffigurate persone. 
Possono essere geni benefici, auguri di felicità, fortuna, successo, lunga vita, discendenza numerosa, prosperità e salute, ma esistono pure carte con raffigurati i ranghi della antica nobiltà cinese. 

Queste carte potrebbero avere, secondo alcuni autori, la stessa funzione del joker o jolly nelle carte occidentali. Secondo altre fonti invece i cinesi, molto superstiziosi, le vogliono nel mazzo come portafortuna, ma non servono per il gioco. 
Secondo Culin Stewart Culin - Chess and playing-cards - edizioni Smithsonian institute 1898 i nomi delle cinque figure sono Fuk, Luk, Shau, Hi e Ts'oi (felicità, promozione sociale, lunga vita, numerosa discendenza e salute). 

Si Se Pai - 2288 - Tien Yuen

Le prime ricerche conosciute sulle carte da gioco in Cina Sito Internet di A. Pollet - note storiche sono dell'antropologo Stewart Culin e del sinologo W.H. Wilkinson alla fine del 19° secolo. Dalle riproduzioni inserite nei loro lavori si nota che in questo paese le carte da gioco non hanno subito grandi evoluzioni, rimanendo sostanzialmente immutate nei secoli. Si trova in internet, nel sito dell'università di Waterloo, http://www.gamesmuseum.uwaterloo.ca/Archives/Wilkinson/Wilkinson.html, la riproduzione di uno studio di Wilkinson Wilkinson, W.H. (1895) "Chinese Origin of Playing Cards" The American Anthropologist VIII: 61–7 sull'origine cinese delle carte da gioco. 

Conoscendo poco delle carte cinesi e non essendo in grado di interpretare gli ideogrammi di questa lingua abbiamo preso alcune notizie, sempre citando la fonte nelle note, dai libri riportati nella bibliografia, da articoli sull'IPCS Journal e dal sito di Andrea Pollett http://a_pollett.tripod.com/cards suggeritoci dal reverendo Jeffery Hopewell, uno dei maggiori esperti di carte di questa nazione. 
Per effetto della traslitterazione di ideogrammi cinesi in alfabeto occidentale e dell'utilizzo in Cina di diversi dialetti, i nomi di alcuni mazzi li abbiamo trovati in più forme e quando possibile li abbiamo riprodotti. 

Le carte da gioco cinesi sono usate, con leggere variazioni, anche in altre nazioni del sud-est asiatico, come Hong Kong, Taiwan, Singapore, Malesia, Indonesia, Nord Borneo, Thailandia e Vietnam

Per i numerosi giochi con le carte tradizionali che si fanno in Cina è d'obbligo il rimando al sito internet di John McLeod www.pagat.com

 
Le carte derivate dal gioco del domino o Yeh-tzu-ko
十五湖 sono le più antiche carte stampate di cui si ha notizia, probabilmente ideate durante la dinastia T'ang. 
W. A. Chatto W A Chatto - Facts and Speculations on the Origin and History of Playing Cards 1848  pag 55 chiama queste carte Teen-tsze-pae e afferma che sono state inventate nel 1120.

Sulle carte di questo tipo sono riprodotte le 21 combinazioni ottenibili lanciando un paio di dadi. Il gioco esiste anche su tavolette (ku pai tessere d'osso o ya-pai se in avorio). 
Nei giochi del domino che troviamo in Italia le tavolette invece sono 28 in quanto è presente il valore 0 che sui dadi non esiste. 

I cinesi dividono le carte di questi mazzi in due gruppi, detti rispettivamente civili o borghesi (11 pezzi, che nelle tavolette da domino sono ripetuti due volte) e militari (10 pezzi): 

Civili 1-1 1-3 1-5 1-6 2-2 3-3 4-4 4-6 5-5 5-6 6-6
Militari 1-2 1-4 2-3 2-4 2-5 2-6 3-4 3-5 3-6 4-5
     

I valori degli indici sono in due colori 
in quanto i dadi cinesi hanno i numeri 
1 e 4 in rosso e anche i relativi indici 
sulle carte mantengono questa colorazione

La carta 6-6 ha una fila di pallini 
in rosso, mentre i pallini dei 6 
nelle altre combinazioni sono 
tutti in nero, come sui dadi

Sulle carte si trovano di solito, oltre ai punti dei dadi, anche figurine e/o ideogrammi. 

 

I più comuni mazzi cinesi da domino sono di due tipi: 

Sap Ng Wu Pai   o Tien Chiu Pai (carte dei quindici laghi) mazzi da 84 carte, con entrambe le serie ripetute quattro volte. 

Hanno dimensioni ridotte e sono piccole anche le figure al centro della carta; nel disegno sono preponderanti le riproduzioni dei due dadi messi uno sopra l'altro. 
I giocatori spesso chiamano la carta con il nome della vignetta al centro; per esempio il 5-5 è detto "fiore di pruno" e il 1-2 "i polli" (
么雞三).

Sembra che in origine il nome fosse carte dei quindici punti, ma che un ideogramma sia stato confuso in passato con un altro dallo stesso suono Sito Internet di A. Pollet - carte da domino

Guan Huat Company N°. 9701

Chuan Pai (carte dei fiumi, con probabile riferimento alla regione del Si Chuan, o paese dei quattro fiumi, in cui il disegno è diffuso). 
Ha differenti composizioni, con la ripetizione solo delle serie base o con due carte extra, che hanno solo ideogrammi  Sito Internet di A. Pollet - carte da domino. I due dadi sono riprodotti affiancati. 

Hanno dimensioni maggiori delle Sap Ng Wu Pai e sono più grandi anche le figure centrali, spesso briganti dalla serie di racconti "Il margine dell'acqua" o figure di altre saghe popolari. 

Sap Ng Wu Pai (mm. 87 x 18) Chuan Pai (mm. 132 x 31)
 

In alcuni mazzi sono presenti 2 carte supplementari; le serie di carte perciò possono essere di 21 o 23 carte ognuna. 

Il modo di scrivere gli ideogrammi di queste carte supplementari varia parecchio da un mazzo all'altro. 

Ascolto-utilizzo

Dio del benessere

I mazzi più diffusi hanno 105 o 115 carte, con le serie ripetute 5 volte, mentre meno comuni sono i mazzi ridotti che hanno da 42 a 92 carte con le serie ripetute 2 (42 e 46 carte) o 4 volte (84 e 92 carte). 

Le serie sono ripetute più volte e, generalmente in una sola di queste, spesso esiste un fregio che divide i pallini del domino dalle figure centrali Domino - Nan Chang Domino 98-8 Domino NO. 108
Un esauriente articolo, scritto da Jeffery Hopewell, sui due tipi di mazzi che seguono è stato pubblicato sul bollettino IPCS IPCS Journal 31-6 pag. 273

 

Le carte scacchi  o Ju Mao Pao Pai (carte carro, cavallo, cannone) dal nome di tre pezzi del gioco, derivano dagli scacchi tradizionali cinesi, detti Xiang Qi (scacchi dell'elefante), Jeung Chi (in cantonese). 

I mazzi di questo tipo possono essere a due colori, Hung Pai, e a quattro colori, Sii Sek Pai 四色牌, Soo Sik Pai o Si Se Pai (carte di quattro colori). Quelli a quattro colori sembrano attualmente i più diffusi. 
Queste carte hanno mazzi composti da due o quattro serie, distinte da una soprastampa o da un differente colore delle scritte o dello sfondo. Ogni carta porta in alto e in basso l'ideogramma della figura rappresentata. 

Si Se Pai - 2288

Tradizionalmente nei mazzi a due colori la serie che corrisponde a quella rossa degli scacchi viene colorata in giallo e rosso e quella nera in blu (o verde) e bianco, mentre nei mazzi a quattro colori essi sono nell'ordine giallo, rosso, verde e bianco. 

Il numero di carte varia, per i mazzi a quattro colori, da 28 (il mazzo base con quattro serie di figure riprodotte una volta ciascuna) a 112, ripetendo le serie due o quattro volte. I mazzi a due colori hanno da 32 a 70 carte. 

Abbiamo trovato anche un mazzo a quattro colori (a sinistra) con 117 carte: le 112 tradizionali oltre a 5 carte extra con raffigurati personaggi dell'antica nobiltà cinese. Queste ultime, come già detto, non è chiaro se funzionano come jokers o se vengono messe nel mazzo come portafortuna. 

Quest'altro mazzo (a destra) da 112 carte ha le carte Shi (ufficiale) verdi con 4 diversi contrassegni al centro

Soosaik

Riguardo le carte a due colori abbiamo trovato solo la riproduzione di un mazzo prodotto in Belgio probabilmente per l'Indonesia Sylvia Mann - All cards on the table n. 247 - 193x. Ha 70 carte con ognuna delle sei figure riprodotta quattro volte, 10 pedoni e una carta extra detta Kin (contrassegnata dall'ideogramma ), per ognuna delle due serie. Il Kin mancava nei mazzi tailandesi degli anni '30 e perciò il mazzo usato in Siam, come si chiamava allora quella nazione, era da 68 carte. 

Il set di pedine tradizionali in legno. o xiangqi 中國象棋, da cui questi mazzi derivano è composto da due serie; una solitamente porta ideogrammi in nero e l'altra in rosso. 

Questi sono gli ideogrammi presenti sulle carte e sulle pedine: 

Jiang
generale
Shi
ufficiale
Xiang
elefante
Ju
carro
Mao
cavallo
Pao
cannone
Zu
fante
相  炮  兵 
Shaui
governatore
Shi
ufficiale
Xiang
elefante
Ju
carro
Mao
cavallo
Pao
cannone
Bing
fante

Ogni serie è composta da sette pezzi diversi: la pedina a sinistra (generale o governatore) è singola, 
le cinque successive (da sinistra: ufficiale, elefante, carro, cavallo e cannone) sono duplicate 
e il pezzo a destra (soldato) è ripetuto 5 volte, per un totale di 16 pedine per ogni giocatore. 

Il mazzo da 32 carte è l'unico che riflette esattamente la composizione di un set di scacchi cinesi e il solo oggi con le figure tradizionali su ogni carta. Ogni figura è riprodotta due volte per ciascuna serie, salvo il re che è singolo e i soldati a piedi che sono cinque. 

Jumapao jingpinpuke N. 1668

Il mazzo riprodotto  è moderno e più simile, per rapporto tra larghezza e altezza, alle carte occidentali che alle carte cinesi, tradizionalmente molto lunghe e strette. 

Al contrario dei mazzi tradizionali porta le figure dei pezzi degli scacchi; in questo modo può giocare anche chi non conosce gli ideogrammi cinesi. 

Jumapao jingpinpuke N. 1668

In ordine di rango le figure sono, con i nomi con cui sono chiamate in Cina (in rosso) e Vietnam (in nero), nazione da cui provengono le carte qui riprodotte: 

Generale (Jiang, Tsiang o Chiang generale nero e Shaui governatore rosso) Ufficiale, consigliere o mandarino (Shih, Sz' o Ssu) Elefante (Xiang, Siang, Tseung o Hsiang) Carro (Chü, Ju, Kii
Che
o Xe)

Re (Tuòng)

Generale ()

Elefante (T'uong)

Carro (Xe)
                       
Cavallo (Ma o Mao) Cannone o catapulta (Pao) Soldato a piedi con picca 
(Zu, Tsuh o Tsut fante nero e Ping o Bing fante rosso)

Le regole del gioco si possono trovare sul bollettino dell'International Playing-Card Society IPCS Journal XXVI-1

Cavallo (M±) Cannone (Phaó) Fante (Tôt, ChÞt)

 

Mazzi a tre semi

Carte derivate da monete a 3 semi dette Chi Chi Pai, Ma T'seuk, Tseen Wan Chi Pai (carte del Vecchio mille), Gun Pai, Tung Kwan Pai o Kwan Pai (carte bastoncino).

La più antica carta da gioco conosciuta Catherine Perry Hargrave - A history of playing cards pag. 7, conservata allo Staatliches Museum für Volkerkunde di Berlino è di un mazzo di carte derivate da monete. Era ritenuta dell'11° secolo, ma studi recenti tendono ad attribuita al 14° secolo IPCS Journal 31-5 pag. 234

Questo tipo di carte tradizionalmente mantiene lo stesso disegno che avevano in Cina le prime banconote  Wilkinson, W.H. (1895), "Chinese Origin of Playing Cards", The American Anthropologist VIII: 61–78, <http://www.gamesmuseum.uwaterloo.ca/Archives/Wilkinson/Wilkinson.html e questo ci ricorda che la stampa a caratteri mobili, la cartamoneta e le carte da gioco sono invenzioni quasi contemporanee, tutte e tre nate in Cina durante la dinastia T'ang (608-908 circa). 

I semi di questi mazzi sono: 

  

monete (kew-ho-so, ts'in, jian  
o qian), dette anche ping
餅/并
(focacce) o tong
銅/同 (rame) Stewart Culin - Chess and playing-cards - Smithsonian institute 1898,
con disegni di monete o parti di esse

 

file di 1.000 monete ognuna IPCS Journal 31-2 pag. 87
(kew-ko-wan, tiao
條/条, suo  
(file di monete) o tian (oggetti lunghi, 
bastoni), dette anche sok Stewart Culin - Chess and playing-cards - Smithsonian institute 1898

 

miriadi di monete (kew-ho-ping
man
 o wan
萬/万), dette anche 
kùng
Stewart Culin - Chess and playing-cards - Smithsonian institute 1898, con raffigurati personaggi 
della serie di racconti Shui-hu Chuan 
"Il margine dell'acqua"

 

 

5 monete

 

5 file di monete

 

5 decine di file di monete

Ogni serie di 30 carte è duplicata per un totale di 60 carte Probabilmente stampato per l'isola di Giava, o quadruplicata per 120 carte complessive . Da notare in quest'ultimo mazzo l'uno del seme di file di monete che ha il disegno di una carpa, animale portafortuna in Cina, e le tre figure, tutte con sovrastampe. Sempre in questo mazzo, nel seme di miriadi di monete, l'ideogramma wan (diecimila) segue l'ideogramma con i numeri dall'1 al 9 e non lo precede, come succede nei mazzi meno recenti. 

Per capire i disegni del seme di file di monete bisogna sapere che in Cina le monete metalliche non si tenevano in un borsellino o in un sacchetto: il buco che ogni moneta aveva al centro serviva per farci passare uno spago che le teneva unite. 
Il seme di miriadi di monete rappresenta 10 file di 1.000 monete ognuna. Per i cinesi e altri popoli orientali il numero 10.000, come il corrispettivo “miriade” nell’antico sistema numerario greco, è un’unità di misura (un cinese per 30.000 dirà e scriverà “tre volte 10.000” e non “trenta volte 1.000” come noi) e sinonimo di quantità infinita. 
Le raffigurazioni di questo seme oggi sono incomprensibili, ma le figure umane sono molto chiare nei mazzi più antichi, come quello conservato al British Museum IPCS XXIII-2 pag 36-37 o questo del 19° secolo Mazzo di carte Tseen -Wan - Cina XIX secolo - ristampa Del Prado 2006.  

Le carte numerali in ogni seme tradizionalmente hanno in alto e in basso segni particolari, paragonabili agli indici delle carte occidentali, che ne indicano il valore: 

 

1

2

3

4

5

6

7

8

9

Il seme di miriadi di monete porta come indici anche gli ideogrammi cinesi da 1 a 9 uniti al simbolo (10.000). Questi indici vengono a volte modificati nei mazzi moderni

Ci sono 9 carte numerali per ognuno dei tre semi e tre figure nel mazzo, che sono: 

 

 

Mazzo di carte Tseen -Wan - Cina XIX secolo - ristampa Del Prado 2006 Harmsen Verwey & Dunlop N. V. (Olanda?) per Giava, Sumatra e Borneo - 190x Mazzo di carte Tseen -Wan - Cina XIX secolo - ristampa Del Prado 2006 Harmsen Verwey & Dunlop N. V. (Olanda?) per Giava, Sumatra e Borneo - 190x Mazzo di carte Tseen -Wan - Cina XIX secolo - ristampa Del Prado 2006 Harmsen Verwey & Dunlop N. V. (Olanda?) per Giava, Sumatra e Borneo - 190x Mazzo di carte Tseen -Wan - Cina XIX secolo - ristampa Del Prado 2006 Harmsen Verwey & Dunlop N. V. (Olanda?) per Giava, Sumatra e Borneo - 190x
Fiore bianco (Pih-Hwa o Bai Hua 白花
con il disegno molto stilizzato di una 
montagna che nasce dalle onde
Catherine Perry Hargrave - A history of playing cards pag. 7
Fiore rosso (Hung-Hwa, Wang ying 王英   
o Hong Hua), una figura umana 
con una o due sovrastampe
Vecchio mille (Tseen-Wan, Ch'ien wan, Lao qian 老千 o Qian Wan mille volte  diecimila) con una figura umana o una serie di ideogrammi Un'altra carta a volte sovrastampata 
è il 9 del seme di file di monete. 

Nel suo studio Wilkinson, W.H. (1895), "Chinese Origin of Playing Cards", The American Anthropologist VIII: 61–78, <http://www.gamesmuseum.uwaterloo.ca/Archives/Wilkinson/Wilkinson.html del 1895 Wilkinson afferma che su Fiore bianco era frequente  la figura di un cervo. Se Vecchio mille e Fiore rosso hanno entrambi le sovrastampe, Vecchio mille le ha più grandi di Fiore rosso. 

Queste convenzioni sono quasi sempre rispettate nei mazzi meno recenti mentre oggi sono a volte sono dimenticate. 

Nel libro Origin and history of playing cards di William Andrew Chatto W A Chatto - Facts and Speculations on the Origin and History of Playing Cards 1848  pag 75-76 sono riprodotte alcune carte di un mazzo Tseen-wan-che-pae.

Da sinistra sono riprodotti l'1 e il 3 di kwan (miriadi di monete) e di monete (Chatto e Culin chiamano questo seme ping (focacce)), l'1 di file di monete (catene secondo questi due autori) e il fiore bianco con il cervo citato nello studio di Wilkinson. 

A destra le stesse carte di un mazzo di inizio 20° secolo. 

probabilmente stampato per l'isola di Giava

  

 

 

Nel volume Chess and playing-cards di Stewart Culin, edito dallo Smithsonian institute nel 1898, sono riprodotte (a sinistra) le carte del seme di miriadi di monete di un mazzo cinese che l'autore chiama Kiu kiang

Sulla destra le stesse figure prese da un moderno mazzo Swatow. 

Swatow - Guan Huat

 

Swatow - Guan Huat

Swatow - Guan Huat

Il mazzo Swatow o Shan T'ou che A. Pollett nel suo sito chiama carte di Dong Guan, ha 124 carte.

 

Oltre alle 120 carte standard per ogni serie c'è una carta, detta Gui o Gwai (fantasma o diavolo), con l'immagine di una persona in abiti tradizionali. 
Le carte non hanno indici; sul seme miriadi di monete ci sono l'ideogramma wan (diecimila) seguito dai numeri da 1 a 9. 
In questo mazzo i semi sono detti Wen (filo, spago), Suo (corda o stringa) e Wan (diecimila), come nei mazzi Hakka.
Le tre figure sono Vecchio mille Da Hong (grande rosso), Fiore rosso Xiao Hong (piccolo rosso), e Fiore bianco Ba Shu (fascina da otto). 
John Berry, in un suo articolo sul bollettino dell'IPCS IPCS Journal 31-5 pag. 230 assegna anche le figure ai singoli semi, per cui il seme di monete avrebbe 11 carte, quello di file di monete 9 e quello di miriadi di monete 10 carte. La carta Gwai non appartiene a nessun seme. 

Swatow - Guan Huat     

Swatow - Guan Huat

Gwai

Da Hong

Xiao Hong

Ba Shu

Quest'altro mazzo più moderno è da 156 carte, con le serie ripetute 5 volte (di cui 2 colorate e 3 in bianco e nero)

Inoltre ci sono 5 carte, con figure umane e gli indici di colore giallo, che gli ideogrammi identificano come il Maggiore, il Minore, Moneta, Stringa di monete e Miriade di monete. 

Queste ultime tre carte non fanno parte del seme con lo stesso nome. 

C'è anche una carta extra con alcuni ideogrammi; che porta alle estremità ideogrammi che significano "carta" e "re". 
Non si usa per giocare ma è inserita nel mazzo come garanzia della sua qualità. 

 

Mazzi a quattro semi

Carte derivate da monete a 4 semi, conosciute anche come Hakka Ti Pai (carte Hakka), Hakka Luk Fu Pai (carte da gioco Hakka delle sei tigri) e Lat Chi o Lear Chur (carta straccia). 
Il termine Hakka che ricorre è il nome di una regione cinese, del suo dialetto e di una tribù, presente anche in Thailandia a seguito di antiche migrazioni. Di questi mazzi si hanno notizie da fonti che risalgono al 14° secolo. 

Gli ideogrammi dei semi sono:  

 

 

 

 

monete (tyen o wen (filo, spago) 
o ch'ien dal nome di un'antica 
moneta forata al centro)

 

file di monete o nodi 
(sok, sop o suo  
corda o stringa)

 

miriadi di monete (10.000 monete) (gong (infilare, perforare), wan (diecimila), guan o kuan)

 

decine di miriadi di monete 
(100.000 monete) 
(sup (decine) o shih)

In alto alla carta c'è il numero cinese da 1 a 9, diverso dagli ideogrammi numerici cinesi tradizionali, e in basso è stampato l'ideogramma del seme. Nell'illustrazione  in alto troviamo gli indici delle carte Hakka e in basso gli ideogrammi dei corrispettivi numeri cinesi. 
Ci sono due diverse versioni del disegno tradizionale, prodotte dallo stesso fabbricante: l'edizione meno recente  e quella più attuale

Nei mazzi più antichi spesso le carte dei due semi di miriadi e decine di miriadi di monete, sono decorate con figure umane. Dato il loro particolare valore nel gioco, i 9, l'8 di sup e le figure, escluso Lee Fa, hanno di solito una soprastampa rossa. 
I semi di file di monete e miriadi di monete hanno 9 carte numerali, mentre monete e decine di miriadi di monete ne hanno 8, mancando l'1. 

Inoltre ci sono 
4 carte extra: 

Zao Ten (asso di monete), 
Ma Tyen
, Mao Ta, Yau Ten 
Tsai
(piccola moneta), 
Mau Ts'en Tsai
(nessun denaro) 
o Mao Kung (Principe di Mao, 
un Robin Hood cinese protagonista 
di un antico romanzo), usato 
come 1 del seme di monete

Lee Ten o Li Tyen (filo meraviglioso) 
o Yo Tyen (Nube moneta).

Reca l'ideogramma del seme di 
monete, ma a detta dei testi 
consultati non ne fa parte. 
Secondo Sylvia Mann invece 
è l'1 del seme. 

Zao Bak Tsu, Yau Bak Tsu  
o Pai Tsu (100 figli), usato 
come 1 del seme di decine 
di miriadi di monete

Lee Fa (fiore meraviglioso o 
bocciolo di pesca). 

Secondo le fonti oggi non viene 
usato in nessun gioco. 
Forse è inserita nel mazzo come 
portafortuna o era utilizzata 
in giochi non più praticati.

  

 

In molti mazzi nei 2 dei vari semi c'è un disegno, simile al nostro seme di picche, con all'interno un ideogramma.
Disponendo le quattro carte nell'ordine corretto si ottiene la scritta "biglietti di carta a caratteri grandi" sito Andrea Pollett - Cina - carte a semi monetari II, probabilmente un altro nome del mazzo in Cina. 

Per tradizione il retro di questi mazzi è nero. 

 

Mah Jongg o Mah Jong Anche se alcuni testi ne parlano come di un antico gioco cinese, è relativamente recente. Fu infatti ideato verso il 1860 e l'inventore si presume sia Hong Sieu Ts'iuen, promotore della rivolta T'ai-P'ing Clidière - Manuale dei giochi pag.  113
Il nome del gioco in Cina è Ma Jue
麻雀 (passero) o Ma Jiang 麻将 (generale della canapa) mentre in Giappone è chiamato Ma Jan
Il gioco, attualmente il più diffuso gioco d'azzardo cinese, si può trovare su tavolette in legno, osso o anche avorio per i set più lussuosi e su carta per i set più economici; ha origine dalle carte derivate dalle monete, con l'aggiunta di altri simboli. 
Si ritiene che il gioco sia nato su carta e solo successivamente su tessere di legno o altri materiali pesanti per poterlo giocare anche con il vento, che scompigliava i leggeri rettangoli di carta Sito Internet di A. Pollet - Mah Jong.

Il mazzo base, da 144 carte  Mah Jong playing cards - Guan Huat Company , ha una composizione abbastanza complessa:  

ripetute 4 volte singole
    Le carte wan recano 
in blu l'ideogramma 
del valore (6 nella 
carta riprodotta). 
   

 

 

 

 

9 carte con cerchi (sapek, moneta di lega 
di rame e zinco con 
buco centrale, o 
tongzi
筒子, tubi)

 

9 carte con bambù (suozi 索子 corde, 
o tiao, oggetti lunghi, 
bacchette o bastoni)

 

9 carte wan  
(che significa 10.000, 
ma anche miriade, 
moltitudine)

 

3 carte con dragoni (yuan (grandi capi)) o felicità

 

4 carte con venti (風牌 FengPai) o punti cardinali 
(in Cina si elencano 
partendo da est)

4 carte delle stagioni (季牌 JiPai) 
con i numeri in rosso: 
primavera (chun
), estate (hia ), 
autunno (thsiu
) e inverno (tung )
4 carte dei fiori (花牌 HuaPai), 
con i numeri in blu: 
pruno (
 Mei), orchidea ( Lan),  
crisantemo (
 Ju) e bambu ( Zhu).

I cerchi derivano dal seme di monete, i bambù dal seme di file di monete e le carte Wan dall'omonimo seme di miriadi di monete. 

L'asso di cerchi ricorda l'asso di denari nelle carte a semi latini mentre l'uno di bambù ha come figura l'uccello del riso, un piccolo volatile molto comune in estremo oriente. 

I tre dragoni sono l'equivalente delle figure del mazzo derivato dalle monete e gli indici sono le iniziali dei loro nomi:

Chung , il drago rosso, è l'originario Fiore rosso, e porta l'ideogramma della Cina. È detto anche Hua Zhong (interno rosso) e rappresenta il regno animale. 
Fa
, in origine il Vecchio mille, è il drago verde. È chiamato Qing Fa (emissione verde) e rappresenta il regno vegetale. 
Pák
, che era il  Fiore bianco, è il drago blu. Viene chiamato Bai Pi (pelle bianca) e rappresenta il mondo spirituale. 

I 4 venti o punti cardinali hanno indici che sono le iniziali dei punti cardinali in inglese: East (Dong ), South (Nan ), West (Xi 西), North (Bei ). 

Vengono stampati anche mazzi molto decorati, con vignette su ogni carta. Su un libro Sylvia Mann - All cards on the table n. 246 - 196x abbiamo trovato la riproduzione di un mazzo con disegni di animali in cui il numero delle bestie raffigurate corrisponde al valore della carta.

Un particolare mazzo da mah jongg del 1910 circa è illustrato sul sito www.wopc.co.uk.

Il mazzo di 148 carte, più recente, ha in più una carta, ripetuta 4 volte, con due ideogrammi che letteralmente significano "cento viaggi" o traducendo meno alla lettera "che serve per molte occasioni". 
È una carta, diffusa particolarmente nell'area di Shanghai, che assume il valore scelto dal giocatore, come il joker nei mazzi occidentali. 
Si conoscono anche mazzi da 153 carte, con l'aggiunta di 5 carte extra, le già citate "benedizioni" o "felicità" Sylvia Mann - All cards on the table pag. 205.

Nel mazzo riprodotto Double dragon brand - Hong Kong le carte sono: 

9 wan (numeri arabi, cinesi e ideogramma wan) la carta "cento viaggi"
     
3 Bambù (asso, o uccello del riso, 7 e 8) 3 Cerchi (asso, 6 e 7) i Dragoni
     
le Stagioni (numeri cinesi e caratteri rossi) i Fiori (numeri arabi e caratteri blu) 4 Venti (iniziali punti cardinali)

 Infine ho un altro mazzo cinese Mah Jong - GuoGuong, più moderno, con una stampa abbastanza aprossimativa.

 

Mazzi cinesi con numeri dette Zi Pai (carte a ideogrammi), Er Shi Qi Pai (carte da 2-10-7, dai numeri riportati sulle carte speciali) o Zhi Pai (carte di carta) da 80 carte fino a 84 si usano per un gioco simile al ramino, in cui si devono formare combinazioni di 3 e 4 carte IPCS Journal XXV-4
Il mazzo base è composto da serie di numeri da 1 a 10, scritti sia in forma ordinaria che in forma ufficiale. Le due serie sono ripetute quattro volte per un totale di 80 carte. 
In Cina si utilizzano per i numeri ideogrammi standard (in alto), ma su documenti ufficiali, banconote o per ricorrenze particolari si utilizzano segni grafici più complessi (in basso), detti numeri ufficiali. 

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Come si può vedere nelle due serie gli ideogrammi sono notevolmente diversi. 

Questo mazzo si riteneva estinto da lungo tempo ma nel 1995 un amico, durante un viaggio in Cina, aveva visto giocare con queste strane carte a Yangshuo, nella provincia del Guangxi e ne aveva acquistato un mazzo per incrementare le nostre collezioni. Ne era stata inviata una fotocopia all'IPCS per avere notizie su queste carte a noi sconosciute, l'immagine era stata pubblicata e identificata e così si era venuti a sapere che queste carte erano ancora utilizzate per giocare. 

I mazzi con numeri presentano tre varianti, che prendono il nome dalle province dell'Hu Nan e dello Si Chuan da cui provengono. Oggi queste carte sono utilizzate solo in Cina occidentale, vicino alle città di Xian e Guilin. 

La variante di Hu Nan Zi pai - Cheng Lin è la più diffusa. Ha entrambe le serie con i numeri di colore nero, salvo i numeri 2, 7 e 10, perché queste carte assumono nel gioco un valore particolare. I numeri sono scritti con il sistema calligrafico standard, molto più leggibili di quelli dei mazzi dello Si Chuan. 
Oltre alle 80 carte standard, la variante di Hu Nan presenta da una a dieci carte extra con disegni e/o ideogrammi vari IPCS Journal 31-6 pag. 273. Se esiste una sola carta extra essa porta gli ideogrammi huan di (scambia e sotto). In mancanza di questi porta disegni di fantasia o altri ideogrammi portafortuna. 
Il mazzo da 81 carte, acquistato a Yangshuo nel Guangshi, ha 24 carte rosse (i numeri 2-7-10) e 56 carte nere (gli altri numeri), più una carta con disegnato il panda (xiong mao) che è rossa anch'essa. Le carte 2 e 8 della serie a numeri normali e 5 e 9 per i numeri ufficiali sono ripetute anche con ideogrammi aggiuntivi. 

La variante di Si Chuan ha 80 carte, non avendo carte extra; ha le serie con i numeri normali in nero e quelle con numeri ufficiali in rosso. Gli ideogrammi utilizzati sono molto diversi da quelli standard e questo ha reso difficile mettere in ordine le carte.

I cinesi sono molto superstiziosi. Sulla confezione di questo mazzo appare il numero 888, dato che l'8 è un numero portafortuna. 
Non a caso in Cina hanno voluto che le olimpiadi del 2008 da loro organizzate iniziassero l'8 agosto (data che viene scritta 8-8-8) alle ore 8.08'.08". 

Al contrario non apparirà il numero 4 su un mazzo di carte tradizionali, visto che il numero 4 in Cina ha una pronuncia simile a "morte" ed è per questo considerato infausto. 

Zi pai 888

Le carte mostrate sopra sono le riproduzioni delle stesse carte, i primi 5 numeri ufficiali, di entrambi i mazzi. Come si può notare la grafia degli ideogrammi è notevolmente diversa. 

La variante "grosso due" di SiChuan ha 80 carte con le carte stampate in nero, salvo i 2, 7 e 10 che sono in rosso. I numeri sono stilizzati e abbastanza incomprensibili, diversi dall'altro mazzo dello Si Chuan. 
Sulla scatola del mazzo nella collezione di Jeffery Hopewell c'è la scritta "Si Chuan da er" (grosso due di Si Chuan) da cui il nome da lui attribuito alla variante IPCS Journal 31-6 pag. 273


Carte con pupazzi o WaWa Pai (carte con pupazzi, con bambole) da 72 carte. 

Sulle carte sono stampati otto diversi ideogrammi che, correttamente ordinati, danno un augurio cinese assai comune "Fu Ru Dong Hai Sho Bi Nan Shan" (una felicità [grande] come il mare dell'est, una vita lunga paragonabile alla montagna del sud)  Sito Internet di A. Pollet - WaWa Pai

Questi ideogrammi, quattro rossi e quattro neri, sono riprodotti specularmente in alto e in basso alla carta, mentre al centro sta il disegno di una bambola, da cui il nome del mazzo. 

Esiste inoltre una carta rossa, paragonabile al joker delle carte occidentali, con la bambola riprodotta specularmente in alto e in basso. 

Ogni carta è riprodotta 8 volte. 
Una di queste serie porta sopra l'ideogramma quello che sembra un fiore a quattro petali, mentre nel "joker" questa serie particolare porta alcuni ideogrammi, che nel mazzo in mio possesso possono essere tradotti come "Paradiso della pace". 

Nel mazzo riprodotto  l'ideogramma corrispondente ad est è una variante di quello citato da Pollett nel suo sito internet. 

Lo stesso sito afferma che non si hanno notizie del gioco per cui queste carte si usano. Esse sembrano usate per il gioco in aree della Cina molto limitate.