Bolli Italia
  

disegno scritta n. valore da a
Mercurio seduto (rivolto a sinistra) REGNO D'ITALIA  LEGGE 21 Sett. 1862 1 Cen. 30 - 50 1/1/1863 30/6/1874
Testa Mercurio (rivolto a destra) REGNO D'ITALIA 2 CENTESIMI 30 - 50 1/7/1874 31/12/1879
3 CENTESIMI 30 - 50 1/1/1880 31/12/1882
Testa Mercurio
(rivolto a sinistra)
REGNO D'ITALIA 4 CENTESIMI 30 - 50 1/1/1883 31/10/1914
5 CENTESIMI 50 - 80 1/11/1914 28/5/1917
MINISTERO FINANZE 6 MINISTERO FINANZE R. PRIVATIVE
MINISTERO FINANZE D. G. MONOPOLI
29/5/1917 30/6/1922
REGNO D'ITALIA 7 LIRE 1,50 - 3 1/7/1922 31/12/1923
8 LIRE TRE - CINQUE 1/1/1924 30/9/1925
Testa Mercurio (rivolto a destra) REGNO D'ITALIA 9 LIRE TRE - CINQUE 1/10/1925 21/7/1945
Italia Turrita (1) numero romano (2) 10 LIRE TRE - CINQUE 1944 1945
Testa Mercurio
(rivolto a destra)
REP. SOC. ITALIANA (1) 11 LIRE TRE - CINQUE 1944 1945
REGNO D'ITALIA 12 LIRE VENTI - TRENTA 22/7/1945 30/4/1947
REPUBBLICA ITALIANA 13 LIRE VENTI - TRENTA 1/5/1947 29/2/1948
14 LIRE CENTO - DUECENTO 1/3/1948 23/11/1954
15 LIRE TRECENTO - CINQUECENTO - SEICENTO - MILLE 24/11/1954 31/12/1972

Le indicazioni rivolto a sinistra/destra si intendono dal punto di vista di chi osserva la carta
(1)  solo nelle zone della RSI (Repubblica sociale italiana)  
(2) 
indicante città emissione (IX Genova - XII Milano - XIX Torino - XXIII Trento)
 

collezione Romano Biani collezione Romano Biani collezione Romano Biani
1 1 1 (2) 2 2 2 (2) 3 (1) 3 (1) 3
 
4 4 4 (2) 5 5 6 6
           
collezione Romano Biani collezione Romano Biani
7 7 8 8 9 9 11 (2) 11 (3)
 
10 (Milano) 10 (Milano) 10 (Napoli) (4) 10 (Torino) 10 (Trento) 10 (Catania XI o XXI) (2) 12 (5) 12 (3) 12 (3) 12 (3)
           
collezione Romano Biani
13 13 14 14 15 15 15 15 (3)

(1) il bollo è stato ridisegnato per rendere più difficili le troppo numerose contraffazioni
(2) collezione Giuliano Crippa
(3) collezione Romano Biani
(4) secondo Romano Biani il bollo, trovato su un mazzo di Romagnole di Pignalosa, è un falso (Napoli non fu mai territorio sottoposto alla RSI)
(5)
bolli in nero per le carte usate per i casino, in bruno per gli altri mazzi

  

Il bollo era tondo fino al 1874. Successivamente quello con importo maggiore divenne ottagonale, con le eccezioni durante il monopolio di stato (1917÷1922) e il periodo della RSI per il bollo tipo Italia turrita. 
L'imposta maggiore era dovuta dal 1863 al 1917 per i mazzi con più di 52 carte e dal 1922 al 1954 per i mazzi di lusso. "Sono considerate carte di lusso quelle aventi lettere o segni agli angoli o ai lati delle figure, escluse le carte per il gioco dei tarocchi" Regio decreto 30 dicembre 1923 n. 3277

Nel 1950 circa entrarono a far parte dei mazzi sottoposti a maggiore tassazione anche le carte in plastica, soggette addirittura a un bollo doppio del normale. 
(a sinistra il bollo normale, a destra il bollo per i mazzi in plastica)

Sono molto rari i bolli da 600 e mille lire, usati per le carte in plastica, e quelli con la scritta "REP. SOC. ITALIANA", usati in zone molto ristrette del nord Italia. 

  

Se il mazzo era già stato bollato e variava l'importo della tassa le carte dovevano essere sottoposte alla ribollatura per poter essere commercializzate. 

Alcuni fabbricanti portavano i mazzi presso gli uffici competenti che, con firme, timbri, bolli, stampe e quant'altro provvedevano alla regolarizzazione. 
Altri incollavano semplicemente sulla scatola o sull'involucro in plastica che la ricopriva una marca da bollo (a destra) per l'importo necessario e la annullavano. 

Durante il periodo della seconda guerra mondiale furono usati anche bolli diversi, ad esempio quelli dell'ufficio del registro, forse per mancanza di informazioni su quali usare o per mancanza del timbro regolamentare. 

In alcuni mazzi manca il bollo lineare con la data (carte vendute nei territori occupati) e in altri il valore del bollo è certificato in modo artigianale, con i timbri disponibili al momento. 

     

Le carte destinate all'esportazione dal 1917 portano timbri o stampe messe dal fabbricante. In precedenza esistevano appositi bolli con la stessa immagine del bollo normale e la scritta "Per l'estero" invece del valore

collezione Romano Biani collezione Romano Biani


1 2 (1) 3 (bollo non corretto - mazzo tagliato dall'ispettore) 4 (1)

(1) collezione Giuliano Crippa

 

Oltre al bollo dal 1880 sulle carte, salvo che nel periodo del monopolio (1917-1922) veniva apposto anche un bollo con la data. 

Bollo con data

da a
Calendario tondo 1 (anno a 2 cifre) 1/1/1880 31/12/1882
Calendario tondo 2 (anno a 2 cifre) 1/1/1883 31/12/1899
Calendario tondo 3 (anno a 3 cifre) 1/1/1900 28/5/1917
Calendario tondo 3 (anno a 3 cifre - R.S.I.) 1944 1945
Calendario rettangolare 1 - con fregi (mese tutto in maiuscolo) 1/7/1922 31/12/1923
Calendario rettangolare 2 - con fregi (mese tutto in maiuscolo) 1/1/1924 31/1/1925
Calendario rettangolare 3 - senza fregi (mese tutto in maiuscolo) 1/2/1925 31/12/1929
Calendario rettangolare 4 - senza fregi (mese con solo iniziale in maiuscolo) (1) 1/1/1930 31/12/1972
(1) La mancanza del bollo lineare indica che il mazzo è stato venduto nei territori allora occupati dall'Italia

 

 

Calendario tondo
collezione Romano Biani
 1 2 3 3 - R.S.I.
 
Calendario rettangolare
2 3 4
 
Le fascette (1917-1922) sigillavano gli involucri dei mazzi

 

Durante la seconda guerra mondiale le carte destinate ai soldati al fronte portavano un timbro che esentava il mazzo dal bollo con la scritta "Carte usabili unicamente dai combattenti sui vari fronti della guerra". 
Incollata sulla carta un'etichetta dell'ufficio combattenti, evidentemente l'ente che autorizzava l'esenzione.

Anche le forze armate tedesche erano esentate dal pagamento della tassa, come si vede nel timbro alla destra.

 

Dalla collezione Giuliano Crippa la riproduzione del documento che mostra l'immagine dei bolli in uso dal 1 gennaio 1883. 

Da notare che i bolli per l'interno hanno il volto di Mercurio rivolto a sinistra mentre quello PER L'ESTERO è rivolto a destra, come era in  precedenza.  

Per informazioni più dettagliate consultare il libro di Romano Biani "Manuale storico dei bolli, punzoni e tasse sulle carte da gioco in Italia dal 1861 al 1972" - Biblioteca Classense - Ravenna - 2002.
Alcune riproduzioni di bolli che non abbiamo nelle nostre collezioni sono prese dal libro di Romano con la sua autorizzazione.